«In Italia i conti correnti più costosi»

Charlie McCreevy prosegue la sua crociata per una finanza europea più integrata: questa volta le fusioni transnazionali non c'entrano, il commissario al Mercato interno prende di mira le elevate commissioni sulle operazioni bancarie e, per spiegare le sue ragioni, cita proprio l'esempio dell'Italia, il Paese con i costi più alti in assoluto. In realtà, secondo le statistiche fornite dall'ufficio di McCreevy, i costi italiani non sono soltanto i più alti d'Europa, ma del globo. È il quadro che emerge dal rapporto 2005 di Capgemini utilizzato dal commissario europeo, che piazza l'Italia - con i suoi 252 euro all'anno contro una media di 108 euro - in testa ad una classifica di 19 Paesi del mondo, Giappone escluso. Immediata la replica delle banche: i prezzi dei conti correnti italiani sono in linea con quelli europei. Ad affermarlo è il presidente dell'Abi, Maurizio Sella, commentando le dichiarazioni del commissario europeo. «Nel corso dell'incontro di giovedì scorso a Roma, ho consegnato personalmente al commissario europeo, Charlie McCreevy, i risultati dell'indagine sui prezzi dei conti correnti in Italia che l'Abi ha commissionato alla società di ricerca internazionale Mercer Oliver&Wyman. «Lo studio - aggiunge Sella - calcola un prezzo medio di 65 euro l'anno al netto delle tasse. Siamo quindi in linea con i 68 euro della Germania e più «convenienti» degli 86 euro della Spagna e dei 94 della Francia».