In Italia i piccoli schiavi sequestrati in Africa dalla mafia nigeriana

L’indagine è partita dal caso di un bimbo trovato decapitato nel Tamigi

Giovani prostitute ridotte in schiavitù grazie ai riti voodoo, chili di droga spacciata nelle città italiane e orfani rapiti per indurli a turpi traffici con il sospetto dell’espianto di organi. Se non è l’inferno in terra, quello creato da un clan internazionale di nigeriani, ci si avvicina molto. L’operazione «Viola» condotta da polizia, carabinieri e guardia di finanza ha sgominato all’alba di ieri la banda senza scrupoli. Sono 66 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Napoli in gran parte per cittadini nigeriani arrestati in Campania, Veneto, Piemonte e Lazio. Per una quindicina di indagati le manette sono scattate in Olanda.
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli li accusa di associazione mafiosa, «per il carattere transnazionale del sodalizio, l'accertata intimidazione e la violenza psicologica a cui venivano sottoposte le vittime dei traffici». Gli arrestati sono accusati anche di tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, sequestro di persona e traffico di droga.
Tutto ha avuto inizio con il piccolo cadavere decapitato e senza arti di un bimbo nigeriano trovato nelle acque del Tamigi a Londra. Nello stomaco c’erano tracce di erbe velenose che servono per i riti voodoo: i clan nigeriani utilizzano la magia nera per terrorizzare le loro vittime.
Il secondo tassello che ha dato il via all’inchiesta è stata la sparizione di un centinaio di giovani nigeriane, alcune minorenni, da un centro di accoglienza olandese. Le poverette erano arrivate all’aeroporto di Amsterdam dichiarandosi vittime della tratta di esseri umani. L’Olanda le ha subito accolte, ma l’organizzazione criminale nigeriana aveva previsto tutto: le hanno fatte scappare per portarle sotto falsa identità in Italia e altri Paesi europei dove venivano costrette a prostituirsi.
Provenienti dalla Nigeria meridionale, la zona più povera del paese, si sono affidate ai trafficanti di esseri umani contraendo un debito di 60mila euro da riscattare con la prostituzione. Una volta arrivate sui marciapiedi italiani erano le «madame» a soggiogarle. Le aguzzine sono solitamente ex prostitute che hanno fatto carriera nell’organizzazione. Le vittime, si legge nei rapporti dell’inchiesta, vengono terrorizzate facendo «ricorso a riti magico-esoterici di natura voodoo officiati da appositi pastori-sacerdoti».
I soldi incassati con la prostituzione venivano investititi nel traffico di droga, che arrivava in Italia e nel resto d’Europa grazie a una rete di corrieri provenienti dall’Est. Romeni, bulgari, tedeschi e spagnoli, comprese insospettabili vecchiette, che ingerivano gli ovuli contenenti eroina, cocaina o ice. «Stomaci in affitto» pagati 3mila euro a viaggio. La droga veniva spacciata dai nigeriani a Napoli, Caserta, Roma, Milano, Torino, Brescia, Verona e Padova.
I carabinieri del reparto operativo di Viterbo, con la polizia olandese, hanno sequestrato ad Amsterdam, a casa di uno dei capoccia della banda, il libro mastro dell’organizzazione. Nomi e numeri di telefono di 300 corrieri di varie nazionalità, oltre a entrate e uscite per un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Grazie al «libro nero» sono finiti in manette 150 corrieri e sequestrati 200 chili di droga.
La scoperta più inquietante è che neppure i bimbi in tenera età sfuggivano alla banda senza scrupoli. Le indagini hanno accertato che due bambini sono stati sottratti da un orfanotrofio di Lagos, la capitale nigeriana. Almeno uno è stato adottato illegalmente da una madame che abita a Dolo, in provincia di Padova.
I bambini possono venire utilizzati come corrieri della droga, per l’accattonaggio, piccoli furti o per scopi sessuali. La relazione della polizia accusa la banda di «prelevare bambini in tenera età da orfanotrofi nigeriani per indurli a turpi traffici». Un alto funzionario della polizia nigeriana e la responsabile dell’orfanotrofio che ha permesso l’adozione illegale sono finiti in carcere. Il procuratore antimafia Piero Grasso ha avanzato un terribile sospetto: «C'è un’ipotesi investigativa su un traffico di organi dei bambini nigeriani».
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