In Italia l'ora degli store

Nella vetrina principale fa bella mostra di sé un enorme Duomo di migliaia di mattoncini bianchi. È il Lego Store di Piazza San Babila, in pieno centro di Milano, il più in vista tra i sei negozi aperti quest'anno in Italia dal gruppo danese. In tutto il mondo i Lego Store sono più di 120 (80 solo negli Stati Uniti). Ma mentre negli altri Paesi è direttamente la società a gestirli, nella Penisola la strada scelta è stata diversa. I negozi sono frutto di un accordo tra il colosso dei giocattoli e il gruppo del patron dell'Atalanta Antonio Percassi.

Dal punto di vista della Lego i negozi sono un metodo per aumentare i punti vendita e accrescere la visibilità del marchio. Per Percassi, invece, un ulteriore passo per affermare la presenza nel settore distributivo, in cui vanta ormai un peso di assoluto rilievo. Imprenditore immobiliare, attivo nel campo dei prodotti cosmetici (marchio Kiko) in passato si è occupato dello sviluppo globale dei negozi Benetton, ha curato lo sbarco in Italia del gigante dell'abbigliamento Zara e gestito, in tutto o in parte, le reti commerciali di grandi marchi come Gucci, Ralph Lauren, Nike, Victoria's Secret, oltre che di Kalvin Klein, Tommy Hilfiger e Ferrari. Un impero commerciale a cui si è aggiunto il caffè (Percassi è diventato licenziatario esclusivo di Starbucks, la prima apertura è imminente) e, appunto, i giocattoli.