Italia, maglia nera dell'Ue per i laureati

Eurostat, Belpaese fanalino di coda rispetto alla media
europea: 11,6% contro il 23,2%. Primi della classe olandesi e finlandesi<br />

Bruxelles - Un maschio italiano su dieci si laurea. Esattamente la metà rispetto alla media registrata in Europa. A certificarlo, basandosi sull’indagine europea sul lavoro del 2005, è l'Eurostat segnalando come le cose non vadano molto meglio per le donne.

La fotografia scattata dall’agenzia statistica delle comunità europee non lascia sperare nulla di buono. La percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6% contro il 23,2%. Insomma, il dato più basso di tutto il Vecchio Continente. Fanno peggio fanno soltanto Malta, Romania e Repubblica Ceca discostandosi di pochi punti percentuali dal Belpaese. I primi della classe sono, invece, gli olandesi chelaureano il 32,7 per cento dei maschi e i finlandesi che laureano il 39,4 per cento delle donne.

L’agenzia Ue sottolinea che il livello di istruzione tende ad aumentare tra i più giovani: in Italia la percentuale di laureati tra la fascia di età tra i 50 e 54 anni e i 30-34enni è aumentata dall’11,8% al 14,1% per i maschi e dal 10,9% al 19,9%. I dati certificano così il sorpasso delle donne sui maschi per quanto riguarda le nuove generazioni. In ogni caso, i dati italiani appaiono in ritardo rispetto al resto dell’Europa: in Francia, per esempio, la percentuale di laureati tra le due categorie d’età è aumentata di oltre 20 punti per le donne e di 17 per gli uomini. Gli stessi dati Eurostat certificano che in Italia si fa molta meno formazione che nel resto d’Europa: le percentuali di lavoratori iscritti sono il 9,0% tra le donne e il 6,4% tra i maschi, rispetto ad una media Ue del 23,3% e del 19,3%. Infine, gli esperti statistici dell’Ue rivelano le lacune italiane anche nel settore della post-laurea.