In Italia il mercato è solido Mattone come bene-rifugio

Il mercato degli investimenti immobiliari nel 2006 ha rallentato la sua crescita ma continua a galoppare sia a livello mondiale che nazionale. E le previsioni per il prossimo anno sono in linea con l’andamento di quest’ultimo periodo. È quanto ha rilevato l’istituto Nomisma nel suo rapporto sul mercato immobiliare relativo al 2006.
Il mercato italiano, per quanto poco incidente nel panorama internazionale, diventa sempre più solido e maturo, in una parola stabile. Non dovrebbe riservare quindi particolari sorprese, nonostante le preoccupazioni generate dal continuo rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea degli ultimi due anni. Rialzi verificatisi anche negli Stati Uniti, dove però il mercato ha reagito in modo negativo, soprattutto a causa delle insolvenze dei cittadini che avevano sottoscritto mutui più «rischiosi», come quelli a tasso variabile puro.
Nomisma attribuisce la tenuta italiana alla solidità della famiglia e a un maggiore desiderio di stabilità, che spiega l’alto numero di proprietari di case - nonostante un livello di reddito medio inferiore a quello degli altri Paesi -, il basso livello di insolvenza e l’alta propensione al risparmio. Il mercato immobiliare nel corso del 2006 ha mostrato un andamento di crescita, nel valore dei prezzi e dei canoni di locazione sia nei centri urbani che in provincia. Nomisma ha rilevato il livello dei prezzi in 13 città italiane di media grandezza dislocate sul territorio, rilevando che i prezzi di compravendita, rispetto al 2005, sono aumentati in misura del 6,2% per le abitazioni nuove e del 6,9% per quelle usate, a fronte di un incremento più contenuto per i mercati degli immobili per l’impresa (più 5,6% uffici, più 5,7% negozi e più 6,1% capannoni industriali). Di poco inferiore la crescita nei grandi centri urbani, con un più 6,2% per l’usato e un 6,3% per il nuovo. Il costo medio di una abitazione in una città di medie dimensioni è di circa 180mila euro e l’acquisto avviene generalmente tramite mutuo, che si aggira intorno ai 123mila euro, a tasso fisso, per una durata trentennale, la cui rata mensile non si discosta dal canone di locazione-tipo e ammonta a circa 680 euro.
Livorno si rivela la città intermedia che nell’ultimo anno è cresciuta di più nel giro di affari immobiliare per uso residenziale, con un incremento pari a 8,6% (per le abitazioni usate). Ultima in questa classifica è Brescia con una crescita del 6,1 per cento.
L’incremento graduale dei tassi di interesse ha comunque fatto sentire i propri effetti rallentando il ritmo dei crescita dei mutui per l’acquisto delle abitazioni ma, grazie a nuove formule contrattuali di protezione di fronte a fenomeni inflazionistici sul servizio del debito, non dovrebbero esservi forti ripercussioni né sul livello dei consumi né su quello della domanda immobiliare di prima casa.
Investire nel mattone rimane comunque, nell’opinione degli italiani, la migliore scelta possibile per mettere al sicuro i propri risparmi e farli fruttare.