«Italia la migliore alleata contro il terrorismo»

da Milano

L’assoluzione dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale di tre nordafricani, emessa nei mesi scorsi dal gup di Milano Clementina Forleo, ha «reso più difficile l'energica campagna del governo nel perseguire i sospettati di terrorismo, e si è risolta con una serie di richiami per un maggior coordinamento dei processi nazionali in merito a questa problematica». È quanto emerge dall’analisi del Dipartimento di Stato Usa rispetto alle operazioni di contrasto al terrorismo portate avanti nel nostro Paese, e riportate nell'ultimo «Rapporto sul terrorismo» che si basa sugli avvenimenti dell'anno 2005.
Secondo gli Usa, l'Italia si è «prodigata nella lotta contro il terrorismo all'interno dei suoi confini nazionali, ha offerto la sua collaborazione a livello internazionale e ha partecipato alle attività della Coalizione, attraverso una forte presenza militare nelle operazioni di pace in Irak ed Afghanistan». La sentenza Forleo è definita dagli americani «controversa», e giudicano poi un «pretesto» l'osservazione che il giudice ha fatto rispetto al dato che l'attività di reclutamento di combattenti per l'insurrezione in Irak non «costituisse necessariamente un'attività terroristica».
Altra nota dolente per gli Usa la protesta contro la costruzione della linea ad Alta velocità. «Gruppi estremisti che protestano contro la linea ad alta velocità tra Torino e Lione, in Francia, hanno causato notevoli disordini, minacciando anche violenze». I gruppi terroristici nazionali di ispirazione anarchica costituiscono, invece, una «minaccia minore, in virtù dell'impegno continuo delle autorità italiane per contrastare le loro organizzazioni. Tuttavia, la Federazione Anarchica Informale ha rivendicato una serie di piccoli pacchi bomba, che hanno causato danni lievi».
Gli Usa dicono poi «grazie» per le ampie retate eseguite in tutto il territorio nelle giornate del 18 e 19 maggio 2005, i funzionari delle forze dell'ordine hanno arrestato 18 persone, accusate di collusione con il Gruppo Combattente Islamico Marocchino e con l'organizzazione estremista Ansar al-Islam.
Inoltre, dopo l'attentato del 7 luglio a Londra, «i funzionari delle forze dell'ordine hanno posto in stato di fermo molti individui sospetti di terrorismo, e sono state rapidamente approvate misure speciali per facilitare la lotta contro il terrorismo, che rafforzano le procedure del governo per l'espulsione degli estremisti - considerati una minaccia alla sicurezza nazionale -, autorizzano tecniche di sorveglianza più efficienti e pongono gli operatori di Internet sotto il controllo degli organi statali».