Italia, niente doccia scozzese

Gli azzurri liquidano gli scozzesi con una
doppietta di Toni. Ma il cammino verso gli europei resta impervio. <strong><a href="/a.pic1?ID=167399">Donadoni: &quot;Ragazzi meravigliosi&quot;</a></strong>

Bari - Due a zero e scozzesi a casa. Secondo previsione scontata, viene da aggiungere. Senza grandi sforzi, bisogna segnalare subito. E dinanzi a un rivale che non dimostra di meritare quei 12 punti che pure hanno un po’ spaventato Donadoni l’Italia a sprazzi ricorda di essere campione del mondo. Toni è l’ariete col quale, di testa, la Nazionale può mettere sotto la Scozia, un gol per tempo tanto per non strafare. Che pure ci sono occasioni per rendere più divertente la serata di Bari e più rotondo il punteggio. Così l’Italia risale la china del girone. Adesso appuntamento ai primi di giugno per il viaggio alle Far Öer e in Lituania. Non bisogna mollare la presa e aspettare il ritorno di Totti. Nel frattempo, con un Toni così, ne possiamo fare a meno. Se poi il ct migliora il prossimo schieramento, con un regista in campo, meglio ancora. Ma la strada per l’europeo è ancora lunga.
Un, due, tre. Al terzo tentativo nei primi dodici minuti, l’Italia passa e Toni può agitare le mani come ai bei tempi di Amburgo, contro l’Ucraina, sotto la curva in kilt dello stadio barese. Lo schema numero uno dell’Italia di Donadoni è il più efficace, anche il più gettonato: calcio fermo di Oddo, dalla destra, lo spilungone modenese aggira le torri scozzesi e si piazza all’appuntamento del primo palo prendendo la mira per infilare in buca la palletta, comodo comodo. Invece di spianare la strada, il vantaggio azzurro sembra far emergere tutti i problemi legati alla costruzione del gioco segnalati dall’assenza di Pirlo. Tocca infatti a De Rossi apparecchiare il gioco: al romanista riescono persino un paio di «sombreri» sui rivali così da farlo sembrare un giocoliere, un Masopust improvvisato, ma non ha i tempi del regista classico. Nel frattempo alla Scozia che si fa sotto con coraggio e determinazione, la Nazionale oppone un ritmo troppo basso per colpire in velocità mentre invece è fuori discussione la dedizione dei più, i rientri tattici di Camoranesi e Di Natale. Sperduto appare Perrotta, tenuto d’occhio da Hartley che è lo specialista delle punizioni scozzesi. Dopo il gol di Toni, nient’altro di intrigante da segnalare mentre Buffon comincia a scaldarsi su McCulloch lamentando a ragione le chiusure poco puntuali di Oddo, sul valico di destra finito sotto il dominio scozzese.
Appena la Scozia, parte seconda, si fa avanti minacciosa, l’Italia s’infila negli spazi e colleziona almeno tre golose occasioni per chiudere la sfida sul 2 a 0 e mandare a casa gli scozzesi senza scampo. È Di Natale il terminale di un paio di contropiedi dall’esito deludente: in un caso l’attaccante napoletano è troppo defilato sulla sinistra per centrare lo specchio, nell’altro è meno abile e si lascia stregare dalla prontezza di Gordon. Alla bisogna provvede sempre Toni che non si tira mai indietro quando c’è da imporre stacco e precisione nel gioco aereo. E fa niente se a metà della seconda frazione va sul fondo Camoranesi per descrivere una parabola arcuata sul secondo palo. A due passi dalla meta, il perticone azzurro non può sbagliare la mira. Fine dei giochi e delle apprensioni. Chè la Scozia, a dimostrazione di una cifra tecnica modesta, nella ripresa, nonostante tre cambi, non riesce a impensierire una sola volta Buffon. Il traffico viene sbrigato con disinvoltura da Cannavaro o Materazzi.
Anzi c’è il tempo, nel finale allegro e spensierato per il club Italia, di offrire il destro a Del Piero di fare il veneziano e a Quagliarella di debuttare in azzurro assumendosi l’onere di tentare anche una conclusione dal limite dell’area. Partecipa alla festa anche Pirlo. C’è addirittura una mezza invasione di campo dello staff in casacca gialla, tutti a caccia di un trofeo. Cose di casa nostra.