Italia, il Pil 2007 cresce del 2% Taglio delle tasse ancora rinviato

Il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa presenta i dati della trimestrale di cassa: cresce l'avanzo primario. "Il risanamento non è ancora compiuto. Necessari altri sforzi"

Roma - Il governo prevede nel 2007 una crescita del Pil al 2%, nel 2008 all'1,7%, nel 2009 all'1,6%; il deficit/Pil nel 2007 e nel 2008 è visto al 2,3%; l'avanzo primario 2007 è visto al 2,6% contro la precedente stima del 2%: è quanto prevede il Tesoro nella trimestrale di cassa illustrata al consiglio dei ministri. Nel 2008 l'avanzo si attesterà al 2,4% per poi risalire al 2,6%. Lo dice il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa in una nota diffusa a Palazzo Chigi mentre è ancora in corso il consiglio dei ministri nel corso del quale il ministro ha presentato la relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica, nuovo documento contabile che "integra in un'unica pubblicazione la relazione sulla stima del fabbisogno dei conti pubblici e quella sull'andamento dell'economia dell'anno precedente e l'aggiornamento delle previsioni per l'anno in corso". La nota aggiunge che "il riequilibrio dei conti non può dirsi, tuttavia, ancora compiuto e ulteriori sforzi saranno necessari nei prossimi anni per continuare l'opera di riduzione del debito pubblico in linea con il piano di risanamento stabilito con lo scorso Dpef che prevede la riduzione del rapporto debito/Pil al di sotto del 100% entro fine legislatura".

"Una stima ottimistica porta a farci ritenere che le entrate aggiuntive su cui si può contare durevolmente - al fine della riduzione del deficit e di altri utilizzi - siano dell'ordine di 8-10 miliardi, corrispondenti a 0,5-0,7 punti del Pil. Va però considerato che l'Italia, in virtù degli impegni europei, è tenuta a compiere per il 2008 una nuova correzione strutturale del disavanzo nella misura dello 0,5% del Pil: ciò corrisponde a 7,5 miliardi", prosegue la nota di Padoa-Schioppa.

Calo delle tasse rinviato a data da definire L'annunciato calo delle tasse "ci sarà sicuramente, come più volte enunciato dal governo e come è stato scritto nella Finanziaria. Ma oggi non possiamo andare oltre" a questo orientamento. Il ministro dell'Economia non abbandona la prudenza e la cautela sul cammino della riduzione della pressione fiscale. "Le cifre che ci sono oggi in questa relazione - osserva - sono cifre che dieci mesi fa avremo solo sognato, ma oggi non è maturo il momento di una sintesi, che per forza deve essere di governo e non di un solo ministero, sull'uso di queste risorse. Quel momento - fa presente - verrà nei prossimi mesi con l'assestamento e con il Dpef".