«Italia, serve rigore sul nodo pensioni»

Il commissario Almunia invita a ridurre il disavanzo e a non cedere ai sindacati

da Roma

«La concertazione non deve indebolire la capacità di aggiustamento del sistema pensionistico. Bisogna adoperarsi perché il risultato finale non sia inferiore a quello previsto». Il commissario Ue agli Affari economici, Joaquín Almunia, ha nuovamente richiamato il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, a far sì che il negoziato sulla riforma previdenziale non incida negativamente sui conti pubblici. Nel corso di un incontro bilaterale svoltosi ieri a Bruxelles, Almunia ha sottolineato che il contenimento della spesa per le pensioni «non deve essere inferiore» ai risparmi realizzati su altre voci di bilancio. Secondo il commissario, questa è una condizione imprescindibile per garantire l’equilibrio nel medio periodo. La priorità, infatti, è confermare l’obiettivo di riportare il rapporto deficit/Pil sotto il 3% entro fine anno («ora più raggiungibile visti i risultati positivi della crescita economica e delle entrate») conseguendo contestualmente un aggiustamento strutturale, pari allo 0,5% del Pil, tanto nel 2007. È necessario, infine, mantenere il rapporto tra disavanzo e Pil costantemente al di sotto del 3%. Padoa-Schioppa ha definito il vertice «un incontro molto utile» evidenziando ovviamente che «Almunia ha registrato i dati molto positivi contenuti nella relazione trimestrale di cassa».
Il titolare del Tesoro non si è sbilanciato oltre, salvo l’adesione formale all’impegno comunitario di ridurre a zero il disavanzo entro il 2010. E anche sul fronte interno i problemi non mancano: Confindustria ha sollecitato l’esecutivo alla «responsabilità nella gestione dei contratti pubblici», ovvero a non cedere dinanzi alle minacce di sciopero.