Italia sott’assedio: otto sbarchi in 24 ore

L’approccio della maggioranza è solidaristico, non economico

Gaetano Ravanà

da Lampedusa

Barche e barconi. Carichi e pesanti. Una massa di uomini e donne sulla linea di galleggiamento. Le navi di clandestini puntano le coste di Lampedusa, una arriva e l’altra è già all’orizzonte. È un assalto che prosegue senza sosta. Otto sbarchi in meno di 24 ore. Saltano tutti i controlli antimmigrazione, il centro di permanenza temporanea, i famosi Cpt, al collasso. I numeri crescono di ora in ora. Prima che faccia sera i clandestini che hanno toccato terra sono già più di cinquecento. Sono arrivati dopo quattro giorni di traversata, senza cibo né acqua, stanchi, provati, da un viaggio inumano. L’Italia assiste impotente, come se tutto questo fosse qualcosa di inevitabile, come un maremoto. Ma qui il problema è soprattutto politico. Negli ultimi mesi l’onda clandestina è in crescita, come se ci fosse qualcosa nel clima, non solo atmosferico, che sta cambiando. Da metà maggio sono approdate sulle coste siciliane ben più di 2.000 persone. E la polemica di fronte a questo esodo cresce. Non sono contenti gli abitanti di Lampedusa, che hanno deciso nuovamente di scendere in strada perché contrari alla realizzazione del nuovo centro di permanenza temporanea di oltre cinquecento posti in contrada Imbriacola nella sede della caserma dell'Esercito, abbandonata da diverso tempo.
Ma i clandestini, ormai, non si limitano a puntare solo verso Lampedusa: piccoli gruppi sono arrivati anche a Favignana, nel Trapanese e a Pozzallo nel Ragusano. Gli scontri tra maggioranza e opposizione sul tema dell'immigrazione diventano, giorno dopo giorno, sempre più roventi. Il sottosegretario all'Interno Ettore Rosato ha comunicato che «la volontà del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, è quella di affrontare la problematica attraverso un piano complessivo. Non c'è soltanto il problema dei Cpt, il fenomeno dell'immigrazione si può combattere con l'aumento delle quote degli ingressi regolari». Se arrivano troppi clandestini, è il discorso, aumentiamo i permessi di soggiorno.
Una «teoria» che spaventa il centrodestra. Fabrizio Cicchitto, coordinatore di Forza Italia, replica: «Se si alza la guardia, si smantellano senza alternativa i Cpt, l'Italia è destinata a diventare il punto debole dell'Europa ed episodi come lo sbarco di 500 clandestini di ieri rischiano di moltiplicarsi, mentre il Governo non potrà far nulla perché altrimenti perde il sostegno di Rifondazione comunista, Verdi e Pdci. Amato non può smantellare la Bossi-Fini». Anche Paolo Romani vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera teme il peggio: «Sembra che al di là del Mediterraneo sia partito un vero e proprio tam tam sulla nuova politica verso l'immigrazione del governo Prodi». E anche nella maggioranza c’è chi come il sindaco di Torino Chiamparino è preoccupato per la politica anti-Cpt di Verdi e Rifondazione. Il rischio è che il governo, su sbarchi e clandestini, si ritrovi in balia delle onde.