Italia sotto accusa per aiuti di Stato

da Milano

L’Italia deve recuperare da ThyssenKrupp, Cementir e Terni nuove industrie chimiche circa 80 milioni di euro concessi alle tre aziende a partire dal 2005, sotto forma di tariffa elettrica agevolata, poiché questo intervento è stato ritenuto dalla Commissione Ue un aiuto di Stato incompatibile con le norme del mercato unico europeo.
Dopo un’approfondita indagine, si legge in una nota, «la Commissione ha concluso che la proroga della tariffa elettrica agevolata fino al 2010 costituisce un aiuto al funzionamento in quanto non può essere considerata di natura risarcitoria e il suo unico effetto è quello di migliorare la posizione concorrenziale dei beneficiari; tali aiuti alterano la concorrenza e gli scambi tra Stati membri e quindi sono vietati dal trattato Ce».
La storia della tariffa elettrica preferenziale, ricorda ancora la Commissione, inizia nel 1962 con l’istituzione di questa misura come risarcimento trentennale per la nazionalizzazione di una società idroelettrica di proprietà della società Terni, della quale i tre beneficiari attuali sono i successori legali.
Dopo una prima proroga relativa al periodo 1992-2007, approvata dalla Commissione nel 1992, l’Italia ha ulteriormente esteso, nel 2005, l’applicazione della tariffa preferenziale al periodo 2005-2010, ma tale misura non è stata notificata a Bruxelles.
Il risarcimento concesso dallo Stato a un’impresa in occasione di un esproprio, spiega la Commissione, non si configura solitamente come aiuto di Stato. Nel caso specifico, tuttavia, l’indagine ha permesso di concludere che le successive proroghe non possono essere più considerate misure di risarcimento per due ragioni: la congruità del risarcimento previsto dall’accordo originale relativo all’esproprio e la mancanza di prevedibilità solitamente associata alle misure di risarcimento. La Commissione conclude ricordando di aver appurato che non sussiste alcuna eccezione che, secondo il trattato Ce, possa giustificare tali aiuti.