Italia-Spagna: ci vuole un Toni coi baffi

Per battere la Spagna servono le sue reti. Lui dice: &quot;Finora ho litigato col pallone&quot;. Ma stasera a Vienna non può più sbagliare. <a href="/a.pic1?ID=270869" target="_blank"><strong>Donadoni</strong></a>: &quot;Ma Luca ha fatto gol ai francesi&quot;

nostro inviato a Vienna

Qualcuno gli ha fatto la battuta: ci vorrebbe un centravanti con i baffi. E la scintilla si è accesa. Eccoli! Appena accennati contro la Francia. «Ha procurato un rigore e fatto espellere un avversario: vale come due reti», ha sentenziato Donadoni. E lui si è sentito sollevato. Non male, per essere l’inizio. Ma ora che la peluria è più convinta, bisognerebbe andare al sodo. L’Italia ha bisogno dei gol di Luca Toni e lui ha bisogno dei gol. Come cercasse una bombola ad ossigeno per polmoni malandati. Anzi, ha confessato il cruccio al suo amico tedesco: Miroslav Klose, che con lui divide al Bayern l’incombenza del goleador, s’è visto recapitare un sms che diceva così: «Ho problemi con il mio migliore amico». Klose non ha intuito al volo e se n’è preoccupato con tanto di risposta: «Posso fare qualcosa per te?». Toni ha letto, sorriso e spiegato: «Il mio migliore amico è il pallone. E non fa ciò che voglio».
Povero Toni, preso dalla solitudine del centravanti. Senza gol, si sente più solo. E non basta la fidanzata a consolarlo. Non segna e non ha parole. Ieri ha fatto un patto con se stesso e con i giornalisti: «Finché si va avanti, non apro bocca». Qualcuno sperava di sentirgli dire: finché non segno, non taglio i baffi. Ma la scaramanzia è direttamente proporzionale al problema. Che non è solo suo. L’Italia aspetta i gol degli attaccanti. Siamo ai minimi storici: finora ci hanno tratto fuori dagli impicci un gol di Panucci, un rigore di Pirlo e la punta del piede di Henry, attaccante sì, ma dalla parte sbagliata. Toni non acchiappa la rete in nazionale da 417 minuti, partita di febbraio con il Portogallo. Di mezzo ci sono state Spagna (45’), Belgio (76’), Olanda, Romania e Francia. Un po’ troppo. Illusioni e disillusioni sono state feroci. Aveva realizzato un gol regolare con la Spagna, a Elche, ma gli è stato annullato. Chissà non gli tocchi ricompensa questa volta. Ha segnato un altro gol regolare con la Romania e preso pure un palo: gli è arrivata solidarietà perfino dell’arbitro che ha riconosciuto l’errore, ma poca cosa di fronte al dramma calcistico-esistenziale.
Purtroppo i compagni di linea sono solidali, nel senso che non segnano: Cassano fa l’operaio raffinato, Di Natale ha perso il posto dopo la prima partita, Quagliarella e Borriello scaldano la panchina e tutti ci siamo dimenticati di Del Piero, dopo averlo visto all’opera. Ricordate le crociate giornalistiche di tutto l’anno? Del Piero sì, Del Piero no, Del Piero ni. Bene, ora tutti d’accordo. Del Piero no e con il sorriso sulle labbra. Salvo non ci sia da rimontare un gol. In quel caso sarà lui l’uomo della speranza, il capitan ventura cui Donadoni affiderà l’italico destino. Più facile vederlo ritornare guizzante e velenoso a partita iniziata, quando gli altri cominceranno ad ansimare e la classe farà la differenza.
Ma, per ora, tutti attorno a Toni. E anche Buffon, capitano a tempo pieno, ha cercato di creargli l’atmosfera. I baffi? «Idea a suo uso e consumo. Vediamo se portano bene. Ma nel caso si vincesse, sa che non li potrà più tagliare. Diventerà come Zaccarelli». E, giusto per non creargli l’angoscia, il portierone ha ricordato le benemerenze del bomber spento. Come fosse Donadoni: «Nell’ultima partita, Luca ci ha dato una grossa mano negli episodi chiave. È stato importante nel gioco di squadra e per il rigore. Se stavolta farà gol, sarà ancora meglio. La ciliegina sulla torta». E questa volta si parlava di bon bon, non di biscotti. Torte da gustare e non torte in faccia.