Italia terra di santi, navigatori e «anomalologi»

Caro Granzotto, si seguita a fare un gran parlare delle «anomalie del sistema Italia». Ma quante sono e quale la più importante o grave?
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Dipende dal punto di vista, gentile lettrice. Per taluni, sono anomalie la carriera unica del magistrato giudicante e del magistrato inquirente. O l’attività politica di formazioni che si richiamano al Partito comunista. O il privilegio sindacale di non rendere pubblici i propri bilanci. O la presenza di un parco di auto blu sedicimila volte superiore a quelli degli Stati Uniti. O la permanenza in carica del duo Bassolino&Iervolino il re e la reginetta della «munnezza». Potrei continuare, ma tanto basta per intenderci. Altri, invece, ritengono una anomalia che a Palazzo Chigi segga l’uomo che il popolo sovrano ha voluto come presidente del Consiglio. Dal che ne deriva che per gli antiberlusconiani la vera anomalia è la presenza del popolo sovrano, che risulta loro di grande impiccio e quindi sarebbe meglio eliminarlo. Le anomalie di sinistra son tutte così: double face o di princisbecco. Prenda il conflitto di interessi, uno dei fiori all’occhiello dell’anomalogia progressista: sette anni di governi rossi o rosseggianti, certo «sinceramente democratici», e manco una iniziativa, una proposta di legge, un «forum» della Repubblica, una raccolta di firme. Non un dito si mosse per risolverlo in qualche modo, ’sto benedetto conflitto di interessi. Evidentemente deve essere una anomalia a norma, se no non si spiega. E quante altre cose, non si spiegano. Curzio Maltese, il più autorevole anomalologo operante sulla piazza italiana, isole comprese, se ne uscì tempo fa affermando che anomalia perniciosa è il fatto che da noi non manchi l’opinione pubblica. Ora, non si scappa: per opinione pubblica s’intende il modo di pensare, il modo di giudicare dei cittadini in base alle loro convinzioni. Opinione pubblica è ciò che di qualcuno o di qualcosa pensa la popolazione adulta. Possibile che una persona colta e intelligente come Maltese affermi che d’un botto la gente, i cittadini, il popolo non abbiano più opinioni, idee, pareri, giudizi? A meno che, ora mi sorge un dubbio, non ritenga che l’opinione pubblica debba uniformarsi alle direttive di Largo Fochetti, se no non vale. In questo caso, lo ammetto, egli ha ragione: l’Italia o la sua maggior parte non la pensa come la Repubblica e questo è un fatto. L’ultima anomalia riscontrata da Maltese, quella inerente l’andazzo di ravanare fra le lenzuola e la biancheria intima dei potenti, è ancora più squinternata. Fermo restando, scrive Maltese, «che in tutto il mondo il dibattito pubblico funziona in questo modo da anni», da noi «arriva in ritardo e con un’anomalia gigantesca». Gi-gan-tes-ca. Vuole sapere qual è, gentile lettrice? La servo subito: la giganteggiante anomalia sta nel fatto che «nel corto circuito sesso-politici e in tutti gli scandali sollevati c’è lo zampino del gruppo editoriale di proprietà del presidente del consiglio». Be’, bisogna riconoscerlo, una roba del genere come anomalia è davvero di quelle pachidermiche. Ma le cose non stanno così e ad ammetterlo è lo stesso Maltese che butta là, quasi en passant, che tutti - tutti - gli scandali di sesso e politica sono manovrati dal Berlusca «tranne, naturalmente, quelli che lo riguardano». M’hai detto niente! Dove sta, allora, l’anomalia se adeguandosi alla norma europea, ma che europea: mondiale, ciascuno gestisce gli scandaletti suoi? A questo siamo, gentile lettrice, a quelle che una volta chiamavasi bufale e oggi tocca chiamare anomalie anomale (così come ci sono, orpo se ci sono, gli anomalogisti anomali, vulgo pallonari).