Un’italiana accusa di plagio il film di Brad Pitt

Per la romana Adriana Pichini <em>Il curioso caso di Benjamin Button</em> è stato copiato da un suo libro (mai pubblicato)

Milano - Il curioso caso «contro» Benjamin Butter. Chissà, saranno state forse le recenti 13 candidature agli Oscar del film diretto da David Fincher con Brad Pitt e Cate Blanchett, Il curioso caso di Benjamin Button, a risvegliare i sogni di gloria di un’impiegata romana, Adriana Pichini, che sostiene di aver subito un plagio. Peraltro di un suo libro mai pubblicato.

Non è la prima volta che accade e non sarà neanche l’ultima. E probabilmente non ne staremmo scrivendo se non fosse che il The Hollywood Reporter, la bibbia americana dell'industria cinematografica insieme a Variety, ha riportato per filo e per segno la notizia lanciata da Il Messaggero facendo fare alla denuncia della signora Pichini il giro del mondo mediatico.

Secondo quanto affermato dall’autrice, la sceneggiatura della pellicola che narra la curiosa storia di Benjamin Button, nato con l’aspetto di un ottantenne ma che, crescendo, invece di invecchiare, inspiegabilmente ringiovanisce, sarebbe infatti basata su un libro da lei scritto e regolarmente depositato presso la Siae dal 1994. L’ultimo successo di Brad Pitt, che al botteghino statunitense ha superato i 110 milioni di dollari in attesa dell’uscita italiana il 13 febbraio, non sarebbe quindi ispirato liberamente all'omonimo racconto breve di Francis Scott Fitzgerald del 1921 come sostiene la casa di produzione, ma si tratterebbe di un caso di scopiazzatura. Il ritorno di Arthur all’innocenza, questo il titolo del libro scritto dalla Pichini 15 anni fa, era stato a suo tempo inviato ad un editore americano ma non è mai stato pubblicato. Secondo Gianni Massaro, avvocato dell’autrice ed ex presidente dell’Anica (l’associazione dei produttori italiani di cui curiosamente è ora presidente Paolo Ferrari a capo anche della Warner che distribuisce il film), una pratica è stata aperta venerdì scorso presso il Tribunale di Roma e un giudice avrà ora il compito di leggere il libro e guardare il film di Fincher, per appurare se sussistano davvero gli estremi per procedere legalmente nei confronti dello stesso regista, dello sceneggiatore Eric Roth e dei produttori del film.

Al momento Adriana Pichini non ha avanzato alcuna richiesta di risarcimento. «Per ora è solo una questione di principio - ha detto il suo legale - quello che succederà più avanti dipenderà solo dalla decisione del giudice». Ma non nasconde che i punti di contatto tra il film e il racconto della Pichini siano tanti, troppi..

L’Hollywood Reporter non aggiunge altro ma qualcosa ci dice che sia molto più probabile che Il ritorno di Arthur all'innocenza di Adriana Pichini prenda spunto da Il curioso caso di Benjamin Button di Francis Scott Fitzgerald. E non viceversa.