Italiana ammazzata in Kenya Fermato uno dei domestici

È il cameriere della villa affittata: sarebbe il basista dei rapinatori

da Nairobi

C’è un fermo per l’omicidio di Anna Piera Mignano, l’italiana uccisa tre sere fa in un tentativo di rapina in Kenya. Il sospettato è un membro del personale di servizio della villa presa in affitto dalla donna e dal fidanzato.
Anna Piera Mignano, trentenne di Legnano residente a Roma, è stata uccisa da un colpo di fucile che l'ha raggiunta al fianco. Il gruppo di nostri connazionali (quattro in tutto), in vacanza a Malindi nell'esclusivo quartiere di Casuarina, è stato sorpreso da un commando armato mentre intorno a mezzanotte rientrava nella villa che aveva preso in affitto. Il custode ha aperto il cancello e i quattro sono entrati in auto. Mentre con la vettura raggiungevano il parcheggio, i banditi hanno fatto irruzione, mettendo ko il custode a colpi di bastone. Sembra che gli italiani non abbiano avuto il tempo di accorgersi dell'irruzione: Maria Piera ha aperto lo sportello, ed è scesa. Dall'ingresso uno dei banditi - con il volto coperto - ha probabilmente perso la calma esplodendo un colpo con l'arma, pare un fucile. Centrata in pieno, per Anna Piera non c'è stato nulla da fare. Poi brevissime scene concitate. E grida: «Soldi, soldi» mentre un bandito arraffa un pugno di scellini, neanche 30 euro, e un cellulare. Un altro strappa la collanina dal collo della vittima. Il fidanzato cerca di proteggerla e sferra anche un calcio, ricevendo a sua volta qualche colpo. Scatta l'allarme, i banditi fuggono, mentre in brevissimo tempo arriva la security privata. Sono loro ad accorgersi delle reali condizioni di Anna Piera, e la caricano sulla loro vettura trasportandola all'ospedale St. Peter, quasi di fronte. Tutto inutile.
Il sospetto, fermato nemmeno quarantott’ore dopo il delitto, ha spiegato il capo della polizia locale Macharia Ruku, «è ancora sotto interrogatorio». Si tratta del cameriere della villa, secondo gli investigatori il basista dei malviventi.
Intanto ieri mattina sono giunti in Kenya il padre della vittima e la sorella del suo fidanzato. «Siamo riusciti a fissare per domani la post mortem, una procedura obbligatoria mirata a determinare le cause del decesso», spiegano dall'ambasciata italiana. «Non si tratta di un'autopsia, perché non prevede alcun intervento settorio sul cadavere». Subito dopo «saranno portate a compimento le pratiche necessarie per il rimpatrio della salma».