Le italiane pronte a sfamarsi con gli avanzi anglospagnoli

«Fermiamoci, altrimenti ci ammazzeremo in mezzo a una strada». Sandro Rosell, presidente del Barcellona, cerca una tregua e chiama Florentino Perez, presidente del Real Madrid. Lì è guerra di frontiera, arena mobile e la Liga ci campa sopra da una vita, dita negli occhi, potere mediatico, scippi, anche prima che arrivasse Josè Mourinho. Chi si scosta e tura il naso non capisce il calcio del Duemila, un mosaico di mille vetri estremamente fragili, il battito d’ali qui provoca sempre uno tsunami di proporzioni esagerate e imprevedibili.
Magari sono solo voci ma questi giorni di mercato le confermano. Chissà come mai i padroni della Fiorentina hanno improvvisamente attaccato il presidente Massimo Moratti. Forse c’entra Riccardo Montolivo che non ha preso in esame nessuna trattativa perché la prossima stagione se ne va a parametro zero e, si dice, proprio a Milano. Sono soldi. Come l’acquisto di Jonathan dopo i mille viaggi di Pantaleo Corvino in Brasile. É sembrata una ritorsione, Jonathan magari adesso esplode ma tutto quel giro attorno al loro esterno non se lo aspettavano neppure quelli del Santos. E la Roma che schiera Marco Borriello contro lo Slovan Bratislava a una manciata di minuti dal termine e poi lo mette ufficialmente sul mercato sembra un harakiri. In Champions adesso non può più giocare fino a gennaio, sembra un messaggio a Milan e Inter che avevano preso contatti. Adesso se non si fa avanti il Psg di Leonardo resta solo la Juventus che ci aveva provato anche nello scorso mercato, ma dieci milioni sono tanti anche per gli sceicchi. Anche se l’ingresso di Borriello magari è stato casuale: Luis Enrique ha chiesto a Totti di scaldarsi e Totti gli ha fatto capire tutto il suo entusiasmo. Poi il capitano è entrato e quando è stato il turno di Borriello nel giro di un quarto d’ora ha convinto Luis Enrique di non essere adatto ai suoi concept. E dietro al contratto multimilionario sottoscritto con la famiglia Sensi e la promessa di un suo futuro ruolo dirigenziale, c’è tutta la spiegazione di un conflitto fra Totti e la nuova proprietà che non sembra avere soluzioni. Poi c’è il Real che ha messo in giro la voce di un interessamento dell’Inter per Kakà. Un’esca per il Milan. L’ex Pallone d’Oro non si è mai connesso con Mourinho che sogna solo di sbarazzarsene ma il Milan non si scuote. Allora Marca ha tirato in piedi l’asta, ci ha aggiunto l’Arsenal e una trattativa a costo zero nello scambio Maicon-Kakà. Intanto il costo di Ricardino è sceso a 40 e poi a 30 milioni, il suo ingaggio invece è rimasto invariato, dieci milioni a stagione.
L’altra storia è quella di Mario Zarate, separato in casa Lazio che lo ha messo sul mercato nel tentativo di recuperare almeno i 20 milioni versati quattro anni fa a quelli dell’Al Sadd. A parole è mega asta con Arsenal, Tottenham, Atletico di Madrid e Inter, nei fatti 20 milioni non li tira fuori nessuno, Claudio Lotito ci spera fino all’ultimo giro d’orologio del 31 agosto, poi lo deve reintegrare.
La migliore è sul re Leone, protagonista assoluto di questo mercato, Samuel Eto’o. Fra le tante voci che si sono sovrapposte sul suo in parte inspiegabile trasferimento in Daghestan all’Anzhi, c’è anche un aspetto insospettabile. D’accordo le badilate di rubli, il mega appartamento nel centro di Mosca, i viaggi aerei in Camerun e i milioni che restano nelle tasche di Moratti, ma perché proprio lui, il più forte centravanti in circolazione? Perchè Samuel Eto’o ha il suo bel caratterino, poco propenso a integrarsi, lo spogliatoio è sempre stato un monolocale molto stretto per lui. Infatti ad Appiano non ci sono state scene strazianti all’annuncio del suo addio. Si può dire, ormai se n’è andato, potrebbe anche firmare fuori dai confini, l’unico dramma dei tifosi interisti sarebbe scoprire che non si è ambientato con mamma orsa e dopo una stagione torna qui in città. E gli interisti temono il peggio.
Ci sarebbe anche la normalità di Mario Balotelli. Qualcuno deve aver detto al ragazzo di fare il possibile per farsi cacciare dagli alloggi di Carrington. Lui si sta impegnando a fondo, ma non è bastato, Roberto Mancini ha confidato agli amici che dare una gioia a Carlitos Tevez e a Mario Balotelli lasciandoli partire, è l’ultima delle sue intenzioni, e gli fa fare il pubblico in tribuna. Il resto si trascina, Osvaldo alla Roma. Aquilani al Milan, forse Alex alla Juve, ma qui c’è dietro poco. I botti però sono in arrivo, questioni di giorni quando Real, Barcellona, Chelsea e City apriranno ai prestiti e le nostre si getteranno sugli avanzi.