Gli italiani accusano: «Più di nove i morti» Erdogan li smentisce

Tornano a casa 527 attivisti della flottiglia bloccata da Israele mentre cercava di raggiungere Gaza, tra i quali i sei italiani. Ma restano i dubbi sul numero di morti e dispersi, con testimonianze che parlano di cadaveri buttati in mare dai soldati israeliani. E restano le spaccature su un blitz che lascerà il segno. «I legami della Turchia con Israele - ha detto il premier turco Abdullah Gul - non saranno mai più gli stessi».
ATTIVISTI A CASA-È giallo tuttavia sulla sorte di alcuni attivisti. Il bilancio «ufficiale» è di 9 morti, 8 turchi e un americano di origine turca (sul quale gli Usa vogliono un’inchiesta). Ma alcuni attivisti, tra i quali la cineasta brasiliana Iara Lee e lo spagnolo Manuel Tapial parlano di 19 morti, di corpi scomparsi perché «gettati in mare», di un operatore ucciso con «un colpo alla nuca». E di almeno sei feriti ricoverati in Israele. Anche uno degli attivisti italiani, si è adeguato a questa versione. Manolo Luppichini, appena giunto a Roma, ha raccontato che un’infermiera australiana, a bordo della Mavi Marmara con il marito, gli ha detto di aver visto «più di un corpo gettato in mare dai commandos israeliani e di aver contato almeno diciannove morti nell’infermeria della nave».
Ma il primo ministro turco, Tayyip Erdogan ha decisamente smentito questa versione assicurando che «nessuno manca all’appello». Per il giornalista greco Aris Chatzistefanou, gli israeliani hanno dato l’impressione di voler «sparare per uccidere», secondo altri testimoni hanno puntato un’arma su un bimbo di 13 mesi per convincere il comandante a dirigersi sul porto di Ashdod.
GLI ITALIANI-Picchiati e maltrattati, prima a bordo della nave e poi all’aeroporto di Tel Aviv. È la denuncia di Giuseppe Fallisi, Angela Lano, Marcello Faraggi, Manuel Zani, Manolo Luppichini e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin. Immediata la reazione del ministro degli Esteri, Franco Frattini: «Chiederemo chiarimenti sulle violenze denunciate». Israele, ha detto Angela Lano, «ha mostrato il suo volto terroristico».
TURCHIA, LEGAMI CON ISRAELE MAI PIÙ COME PRIMA: Il presidente turco Abdullah Gul è stato chiaro: i legami con Israele «non saranno mai più gli stessi», ha commesso «un errore di cui dovrà pentirsi». Un errore che incrina rapporti politici, ma anche e soprattutto militari ed economici. Il blitz, per Gul, sarà ricordato a lungo dall’opinione pubblica: «ha innescato conseguenze irreparabili». E quello che pensa l’opinione pubblica, si è visto chiaramente durante i funerali degli attivisti: migliaia di persone hanno gridato slogan pro Hamas e contro Israele. Ad Ankara lunedì arriverà il presidente dell’Anp Abu Mazen, per porgere le sue condoglianze.
ISRAELE, SÌ INDAGINE INTERNA, NO INDIPENDENTE: No all’indagine internazionale sollecitata ieri dal consiglio per i diritti umani dell’Onu, con il solo voto contrario di Usa, Italia e Olanda, sì invece ad un’indagine interna. È la posizione di Israele che sta lavorando con gli Usa per stabilire la composizione di una commissione interna (componenti israeliani, ma con «alcuni osservatori americani»). Il Vaticano ha chiesto un’inchiesta «imparziale e trasparente» sul Blitz, mentre Frattini, che il 9 riferirà in Parlamento anche sul «no» dell’Italia, ha suggerito che della commissione facciano parte rappresentanti del quartetto.