Italiani in Crimea tragedia infinita

«La tragedia sconosciuta degli italiani di Crimea» è il titolo del libro che viene presentato oggi alle 16,30 a Palazzo Ducale nella Sala Spazio Aperto. Il volume, opera di Giulia Giacchetti Boiko e Giulio Vignoli, professore di Diritto Internazionale, è oggetto di un incontro organizzato dall’Università di Genova e in particolare dal Dire, dipartimento ricerche europee, a cui partecipano Alfredo Bertollo, governatore de «La Corallina», Sergio Boschiero segretario nazionale dell’Unione Monarchica italiana, Mario Bozzi Sentieri, scrittore e giornalista, Gianni Bernabò Brea consigliere comunale per Alleanza nazionale e il nostro Massimiliano Lussana, caporedattore de il Giornale. La prima metà del libro, che rievoca la tragica deportazione nelle steppe dell’Asia degli italiani di Crimea avvenuta nel 1942 per ordine di Stalin, è andata presto esaurita. Oggi si presenta la seconda edizione. Alla metà del 1800 si era formata in Crimea una comunità di emigranti italiani, più di tremila. Erano soprattutto agricoltori e naviganti nel mar Nero e nel Mar D’Azov. Avevano la loro chiesa e la loro scuola nella città di Kerck dove erano più numerosi. Con l’avvento di Stalin iniziarono le prime persecuzioni e molti italiani spariscono nel nulla. Nel 1942, ne rimangono circa duemila e vengono deportati in Kazakistan: durante la deportazione circa la metà muore e un terzo dei restanti perderà la vita in seguito per gli stenti. Il libro è la testimonainza di chi è sopravvissuto ed è rientrato in Crimea.