Italiani discriminati, monito europeo a Zagabria

Possono comprare senza problemi tedeschi e austriaci

Fausto Biloslavo

Monito dell’Europa alla Croazia per la discriminazione nei confronti degli italiani, cui è finora vietato acquistare case nell’ex Repubblica jugoslava. L’aspetto incredibile è che altri cittadini europei, come i tedeschi e gli austriaci, non hanno problemi a ottenere il nullaosta dal governo croato per diventare proprietari di immobili.
Un documento dell'Ue che sarà approvato lunedì prossimo stabilisce che la Croazia viola gli accordi con l'Unione europea discriminando gli italiani nel settore del mercato immobiliare. L’argomento verrà esaminato nella cosiddetta riunione dei Venticinque, in occasione del Consiglio Asa (Accordo di stabilizzazione e associazione) tra Ue e Croazia, in programma a Bruxelles il 10 aprile. La notizia è stata anticipata da fonti comunitarie all’agenzia di stampa Apcom.
«La Croazia non sta rispettando i propri obblighi ai sensi dell'articolo 60» dell’Asa, relativo al libero acquisto dei beni immobili, si legge nel documento dei Venticinque, che così continua: «L'Ue invita la Croazia ad applicare correttamente le clausole su basi non discriminatorie e a smaltire l'arretrato (di permessi per acquistare case, ndr) che riguarda i cittadini Ue, accelerando le procedure per tutti».
Chiaro il riferimento agli italiani tenendo conto che serve un nullaosta dal ministero degli Esteri croato per poter acquistare case o terreni. Bruxelles ha potuto visionare dati a dir poco imbarazzanti: su cinquemila permessi richiesti dagli italiani ne sono stati concessi solo cinque. Un altro termine di paragone indicativo è che a ogni 1.000 nullaosta ottenuto da tedeschi e austriaci ne corrisponde all’incirca uno per gli italiani.
La questione della discriminazione immobiliare nei confronti degli italiani era stata sollevata dal ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, con una lettera ai primi di marzo al commissario per l’allargamento della Ue, il finlandese Olli Rehn. La Croazia si era difesa sostenendo che non esiste reciprocità per i suoi cittadini di acquistare case nel nostro Paese. L’ambasciata italiana a Zagabria aveva inviato al governo croato due note, l’ultima lo scorso dicembre, garantendo che non era assolutamente vero. Infine la Farnesina ha deciso di spedire una comunicazione al Consiglio nazionale dei notai specificando che «l’acquisto di immobili in Italia da parte di cittadini croati è libero».
«Il commissario Rehn ha ringraziato il ministro Fini per le delucidazioni sul caso», spiega una fonte dell'esecutivo Ue facendo capire che il monito di lunedì a Zagabria accoglie le richieste italiane.
Un altro capitolo riguarda la restituzione dei beni abbandonati, ovvero le proprietà perdute dagli esuli italiani che, alla fine della II guerra mondiale, di fronte alle violenze di Tito e del regime comunista, dovettero fuggire e abbandonare le loro terre. «Il governo croato, preoccupato delle iniziative dell’Unione europea, potrebbe compiere una nuova nazionalizzazione puntando ad aggiornare i catasti», lancia l’allarme Lucio Toth, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, una delle più rappresentative organizzazioni degli esuli. In pratica i catasti croati non sono aggiornati e molti beni risultano ancora intestati ai vecchi proprietari italiani.
Entro la fine di aprile è previsto un incontro fra l’Unione degli istriani, un’altra associazione degli esuli con sede a Trieste, e il commissario Rehn per presentare un documento in cui si chiede alla Croazia la restituzione dei beni abbandonati.