Italiani e con lavoro Ecco il ritratto dei nuovi poveri

Non basta più il lavoro per arrivare alla fine del mese e così negli ultimi giorni per mangiare bisogna suonare alla Caritas. Lo dice il decimo «Rapporto dell’Osservatorio diocesano della povertà e delle risorse» stilato in base ai dati de agli utenti di 59 centri di ascolto e dei Servizi «accoglienza immigrati», «accoglienza milanese» e «integrati lavoro orientamento educazione» nel corso del 2010. «Gli utenti che non riescono a far quadrare il bilancio familiare anche quando hanno un impiego, sono passati in tre anni dal 30 al 50 per cento dei nostri assistiti» spiegano i dirigenti Caritas. Oltre a segnalare l’ascesa della categoria dei «working poors», lo studio ha voluto misurare gli effetti della crisi sui propri utenti. Aumentate del 10,7 per cento rispetto al 2007, le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto. Sono sempre più uomini, il 35,8 per cento, e sempre più italiani, il 26,4 per cento degli utenti totali. In calo, invece, gli irregolari fermi al 7,8 per cento.