Gli italiani odiano i furbetti della corsia di emergenza

Immaginatevi di essere in coda, sull’autostrada che vi porta alle vacanze. Caldo, smania di arrivare, bambini che chiedono «papà, ma quanto manca ancora per arrivare al mare?». Immaginatevi che un’automobilista dietro di voi, senza mettere la sfreccia, sterzi bruscamente a destra, sulla corsia di emergenza, e sfrecci sgommando facendo magari una smorfia di irritazione. La prima cosa che vi viene in mente è mandare a quel paese il furbo di turno. La seconda è sperare che poco più avanti ci sia un’auto della polizia stradale a bloccare l’automobilista screanzato. Ma non siete gli unici ad augurare il peggio al pirata della strada. Infatti, metà degli italiani intervistati dalla piattaforma specializzata in annunci on line (www.automobile.it) odia i furbi che sfruttano la corsia di emergenza in modo improprio. Infrazione, che peraltro, il nuovo codice della strada penalizza con il ritiro della patente (prima si perdevano dieci punti). Ma forse le nuove norme non sono ancora entrate nella testa di chi se ne infisca delle regole, che ama il brivido, a suo rischio e pericolo.
Un automobilista su tre diventa insofferente anche davanti ai quelli che cambiano continuamente corsia, destra, sinistra, destra… Lo slalom non piace proprio. Senza questi inconvenienti l’italiano medio che si sta mettendo in viaggio per le vacanze d’agosto è preciso, meticoloso e un po’ fatalista. Preciso perché non avvia il motore prima che sia tutto pronto in fatto di manutenzione del proprio veicolo. Uno su due controlla olio, acqua e gomme e poco meno della metà dei viaggiatori (il 44%) si presenta dal meccanico giorni prima della partenza per un check-up generale dell’auto. Vuole evitare di restare in panne durante il trasferimento. Che mantiene il sapore di un’antica tradizione. Non si può partire, per esempio, senza aver fatto una buona scorta di cd. Quelli che raccontano storie per i bambini, quello con musica romantica per la mamma, brioso o rocchettaro per papà (utilizzato per i colpi di sonno). Il benessere assoluto si raggiunge però dopo avere sistemato il frigorifero (quello portatile).
Per un italiano su quattro non si può partire senza panini, biscotti e patatine. Per fronteggiare gli attacchi di fame ed evitare di fermarsi agli autogrill spesso superaffollati. Del resto, per la stragrande maggioranza degli italiani (l’80% ) la vacanza comincia in automobile, code o non code. Bisogna soltanto risolvere il rebus della partenza intelligente. A chi fare affidamento? Ai notiziari, alle informazioni autostradali? Oppure all’intuito o al buon senso che spesso fa cilecca? Qui le teorie sono diverse, le idee confuse. Qualcuno sceglie la notte (il 30%) anche se è faticoso; altri l’alba (22%), il resto quando capita. Solo il 17% si affida ai consigli dei notiziari mentre, chi preferisce mangiarsi un panino al posto di guida, sceglie di partire all’ora di pranzo.