Italiani, popolo di giocatori: 30 milioni E a sorridere sono operatori ed Erario

Trenta milioni di praticanti in tutta Italia. Tra i saltuari (circa 18 milioni), che magari si limitano a comprare il biglietto della lotteria una volta l’anno, e gli appassionati che quasi ogni settimana si dedicano a puntate, schedine o «Gratta e vinci». Siamo diventati un popolo di giocatori? Leggendo i numeri, parrebbe proprio di sì: secondo le elaborazioni fornite dall’agenzia di stampa specializzata Agicos, nel 2008 il settore dei giochi e delle scommesse ha raccolto in Italia oltre 47,5 miliardi di euro, con una crescita del 12,7% rispetto ai 42 miliardi del 2007. Un risultato che ha fatto sorridere, oltre agli operatori, anche l’Erario, le cui entrate si sono attestate sui 7,7 miliardi. E il trend positivo sembra tutt’altro che prossimo all’esaurimento, se è vero che nel primo trimestre 2009 sono già stati raccolti oltre 13 miliardi, pari a un incremento del 9,2% sullo stesso periodo del 2008. Protagoniste principali di questo sviluppo impetuoso sono le cosiddette slot, vale a dire gli apparecchi d’intrattenimento con vincite in denaro, che si trovano praticamente in ogni bar e che da sole rappresentano circa il 45% del mercato: dopo aver sfondato l’anno scorso il tetto dei 20 miliardi, viaggiano spedite anche nel 2009, con una raccolta che tra gennaio e marzo ha sfiorato i 6 miliardi (+14%). Piace, e molto, anche il gioco on line, che può contare sul grande vantaggio di essere accessibile direttamente da casa o dall'ufficio: sugli scudi, in particolare, gli skill games, i giochi d’attività tra i quali furoreggia il poker (commercializzato nel nostro Paese solamente da settembre), che nei primi tre mesi dell’anno hanno superato i 466 milioni. Nello stesso periodo, avanzano di oltre il 24% i giochi a base sportiva, con una raccolta di oltre un miliardo e 160 milioni: tutto merito, in questo caso, del «boom» delle scommesse, capace di compensare abbondantemente il contemporaneo crollo della storica schedina del Totocalcio (-16,2) e del Big Match (-33,5%). Impressionante, almeno a livello percentuale, è poi l’impennata del Superenalotto: il concorso di casa Sisal, dicono gli esperti, risente ancora positivamente dell'onda lunga creata lo scorso ottobre dal jackpot record di 100 milioni vinto a Catania, tanto che nel trimestre gennaio-marzo registra un +36,2% e una raccolta superiore ai 628 milioni.
E gli altri giochi? Va sempre forte il «Gratta e vinci», che pure in questo primo scorcio dell’anno rallenta un po’ la sua corsa rispetto al roboante +16,7% del 2008. Contiene tutto sommato le perdite il Lotto, che arretra del 3,6% e attende per rilanciarsi le innovazioni invocate con insistenza da più parti, a cominciare dalla possibilità di giocare finalmente anche in Internet. Volge decisamente al brutto, infine, il barometro dell’ippica, che prosegue nella sua emorragia perdendo un altro 15%: un risultato particolarmente preoccupante, evidenziano gli analisti, perché oltre agli operatori delle scommesse rischia di mettere in crisi l’intera filiera, a cominciare dagli allevamenti.