Italiani rapiti in Mauritania, Frattini: "Cooperiamo con Francia e Spagna"

Attivati tutti i canali per la liberazione di Sergio Cicala e la moglie. La Farnesina: "In contatto con Madrid e Parigi"

Roma - La Farnesina conferma di aver attivato "tutti i canali" per la liberazione di Sergio Cicala e la moglie, i due italiani rapiti in Mauritania, e di lavorare con Madrid e Parigi per un contatto con l’organizzazione che li ha sequestrati. Il comunicato di rivendicazione di al Qaeda, ha detto al TG 4 il ministro Franco Frattini, "sembra attendibile ma stiamo verificando meglio". "È certo -ha continuato- che quella è una zona notoriamente occupata da organizzazioni che fanno capo ad al-Qaeda" e che "si sono scontrate di recente con le forze dell’esercito algerino". Frattini ha confermato il riserbo del ministero sulla vicenda ma ha escluso qualsiasi trattativa su un ritiro dei militari italiani dall’Afghanistan: "Ogni notizia sui contatti che abbiamo sarebbe controproducente e non la diffondiamo ma è evidente che quando si parla di cambiare politica estera dell’Italia sull’Afghanistan, questi non sono i termini di una trattativa". Il governo italiano ha avviato, ha sottolineato il capo della Farnesina, "una collaborazione stretta con Spagna e Francia", che hanno cittadini ostaggi in Mauritania, "e vedremo quali sono le reali richieste dell’organizzazione".