Italiani sempre più pigri Ma la palestra batte il calcio

Il 41% della popolazione non fa moto. Ginnastica, aerobica e ballo preferiti al pallone

Italiani, campioni del mondo? Amano sicuramente il calcio, ma preferiscono quello «giocato» in poltrona, davanti alla tv. Due le sorprese rivelate dall’ultima indagine Istat «I cittadini e il tempo libero». L’aumento dei sedentari - quasi la metà della popolazione - e il sorpasso della palestra e del ballo sullo sport tricolore per antonomasia.
Gli italiani sono diventati pigri: il 41% di loro, 23 milioni e 300 mila persone, non fa nessuna attività fisica. Un dato preoccupante, che negli ultimi anni è cresciuto costantemente. A detenere il primato «in pantofole», le donne, con il 45,5%, contro il 36,2% dei maschi. Tra chi, invece, suda per mantenersi in forma, i più attivi sono gli abitanti del nord-est (36,5%), seguito dal nord-ovest (33,7%) e dal centro con il 31,1%, mentre nel sud si arriva solo al 25%.
Ma come bruciano calorie e grasso gli italiani? Corrono sempre meno dietro al pallone. Il calcio è stato superato dal gruppo di attività che comprende ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica.
Gli «aspiranti» alla maglia della Nazionale, considerando anche i giocatori di calcetto, sono 4 milioni e 152mila persone (il 24,2% degli sportivi dai 3 anni in su), superati dai fan della palestra, 4 milioni e 320 mila appassionati (25,2%). Al terzo posto i 3 milioni e 576 mila nuotatori (20,8%). Le due ruote (compresa la cyclette) coinvolgono l’11,7%. Un altro 11,3% pratica atletica leggera o corre. La stessa cifra rappresenta gli amanti della montagna. A farla da padrone, qui, è lo sci alpino, con un 9%. Danzano e ballano il 6,3% degli italiani. Una piccola quota che va però sommata a tutte le altre attività svolte in palestra: raggruppano circa il 31% degli sportivi.
Le briciole le raccolgono gli sport con palla e racchetta (6,5%), il volley (5%), il basket e gli sport di combattimento (parimerito al 3,6%). Quasi scomparse caccia e pesca, un tempo molto diffuse. Oggi interessano solo all’1-2% degli italiani. Idem le bocce, gli sport nautici, la pallamano e il rugby.