Italiani sempre più spremuti dalle imposte comunali

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L’organizzazione sindacale stima un aumento medio di 495 euro, fra addizionale Irpef, Ici e tariffa
rifiuti. Il calcolo è stato fatto dalla Uil, prendendo come campione una famiglia, residente
in uno dei Comuni capoluogo di provincia, composta da 2 lavoratori dipendenti, 2 figli a
carico, un’abitazione di proprietà di 80 mq e un reddito annuo lordo di 36.000 euro
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Roma - Secondo la Uil, le famiglie italiane di lavoratori dipendenti quest’anno verseranno il 17,2% in più di tasse rispetto al 2006. L’organizzazione sindacale stima un aumento medio di 495 euro, fra addizionale Irpef, Ici e tariffa rifiuti. Il calcolo è stato fatto dalla Uil, prendendo come campione una famiglia, residente in uno dei Comuni capoluogo di provincia, composta da 2 lavoratori dipendenti, 2 figli a carico, un’abitazione di proprietà di 80 mq e un reddito annuo lordo di 36.000 euro.

Bologna, Roma e Taranto al top della spesa Complessivamente - spiega il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy - una famiglia come quella presa a campione, per le tre imposte considerate, spenderà dunque 72,75 euro in più rispetto allo scorso anno. Tra le città dove - secondo le rilevazioni del sindacato - il gettito totale è maggiore, troviamo Bologna, dove si pagano 854,70 euro; Roma, con 827,75 euro; Taranto (780,46 euro); Benevento (751,35 euro); Trieste (743,37 euro); Ferrara (732,51 euro); Rimini (686,40 euro); Cosenza (670,55 euro); Livorno (664,27 euro) e Padova (655,12 euro). Fra i capoluoghi in cui invece il gettito risulta più basso ci sono - fra gli altri - Lecce (174,87 euro); Brescia (225,05 euro); Trento (252,90 euro); Reggio Calabria (273,90 euro) e Como (277,75 euro).

61 città su 104 hanno alzato l'Irpef Secondo le rilevazioni della Uil 61 capoluoghi su 104, cioè il 58,6%, nel 2007 hanno deliberato l’aumento dell’aliquota per e addizionali Irpef. La media delle quote applicate è dello 0,47%, mentre nel 2006 era dello 0,31%, segnando così un incremento del 51,6%. La famiglia-campione spenderà così 169,50 euro in più (+75,6%). Dall’indagine risulta inoltre che 2 capoluoghi, Aosta e Rimini, hanno introdotto l’aliquota per la prima volta; 37 hanno confermato quella dell’anno precedente; mentre 6 continuano ad esentare i propri concittadini dal pagamento di questa imposta (Milano, Venezia, Trento, Brescia, Lecco e Lecce). Analizzando la differenza del prelievo tra quest’anno e il 2006 emerge che è a Trieste che si registra l’aumento più alto con 225 euro in più, seguita da Perugia con 221 euro, Siena 189 euro, Caltanissetta e Ragusa 185 euro, Campobasso e Taranto 163 euro, Ravenna 153 euro, Massa 142 euro, Rovigo 139 euro, Ascoli Piceno, Benevento, Brindisi, Cosenza Foggia, Imperia, Messina, Rieti, Siracusa con 131 euro.

Ici, sale l'aliquota ordinaria Secondo l’indagine Uil solo una città ha aumentato l’aliquota per la prima casa (Pesaro +0,3 per mille, innalzando però di 13 euro la detrazione per la prima casa), mentre 30 città hanno diminuito l’aliquota, tra cui Milano, Trieste, Roma, Napoli, Bari, Catanzaro, e Cagliari. Tredici città hanno aumentato l’aliquota ordinaria tra cui Roma, Bari, e Cagliari. Infine, 7 città hanno innalzato l’importo della detrazione della prima casa tra cui Firenze e Torino, mentre 2 (Foggia e Reggio Emilia) hanno abbassato l’importo per la detrazione sulla prima casa. L’aliquota media applicata quest’anno per l’abitazione principale è del 4,98 per mille (5,11 per mille nel 2006), mentre l’aliquota ordinaria è del 6,74 per mille (6,67 per mille nel 2006). Soltanto 2 città, Rimini e Belluno, si sono avvalse della facoltà di deliberare l’imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche, che prevede, attraverso la Finanziaria, un’ulteriore aliquota (fino ad un massimo dello 0,5 per mille) alla base imponibile ai fini Ici. Le stime Uil indicano un gettito, nel 2007, per tutti i Comuni italiani di 11,5 miliardi di euro di cui la metà verranno versati con l’acconto del prossimo 30 giugno.