Italiani sempre più stanchi di Prodi. Il centrodestra avanti di dieci punti

Roma - Dieci punti di vantaggio per il centrodestra e leggero aumento delle intenzioni di voto al centrosinistra. Se il Partito democratico sembra in lieve recupero rispetto ad alcuni mesi fa, la forbice tra le due coalizione rimane sempre attorno al 10%, a tutto vantaggio del Polo. Il sondaggio di Demos Eurisko pubblicato ieri dalla Repubblica non fa certo dormire sonni tranquilli al centrosinistra, alle prese anche con l’ultima idea di Beppe Grillo che lancia le liste civiche alle prossime elezioni comunali.

Secondo il sondaggio Eurisko, Forza Italia è il primo partito con il 27,0%, seguito dal Partito democratico con il 26,2%. Terzo posto Alleanza nazionale con il 14,2%. Cala Rifondazione che dal 6,6% di giugno arriva al 5,5%. Aumenta l’Italia dei valori che da aprile a oggi recupera lo 0,7%, mentre il sondaggio sulla Rosa nel pugno si ferma ai dati dello scorso ottobre e le ultime rilevazioni vengono fatte sui radicali e le Liste socialiste. Un aumento dello 0,1 in tre mesi per i primi che segnano l’1,3%, mentre le Liste socialiste dall’1,1% di giugno scendono allo 0,8%.

Se ci fossero oggi le elezioni politiche, l’attuale coalizione di governo si vedrebbe accreditata alla Camera del 44,8% contro il 43,6% di fine giugno, mentre la Casa delle libertà - Fi, An e Lega Nord - più l’Udc di Pier Ferdinando Casini totalizzerebbe il 54,2% contro il 54,8% di poco meno di tre mesi fa.

In calo il Partito democratico rispetto allo scorso anno dove aveva il 30% mentre a giugno 2007 veniva registrato il dato più basso, 24,3%. Dopo i tre mesi estivi si registra un aumento dell’1,9%. Cala anche Mussi e la sua Sinistra democratica che dal 2,0% di giugno scende all’1,2%.

Per quanto riguarda invece le primarie del Pd Walter Veltroni può contare sul 74,0% di preferenze, seguito da Rosy Bindi con l’8,1% e Enrico Letta con l’8,0%.

La fiducia nei confronti del governo è leggermente aumentata ma non supera il 30%, mentre quella nei confronti dell’opposizione tocca il 36,5%. Il clima di sfiducia verso i partiti, in questa legislatura targata Unione, trova conferma nel fatto che 8 intervistati su 10 invocano il ritorno a Tangentopoli e sperano che la magistratura intervenga per contrastare la corruzione.

Nel confronto tra i leader, la preferenza degli interpellati va ancora al ds Veltroni anche se rispetto all’aprile scorso il sindaco di Roma e probabile nuovo leader del partito democratico sembra in caduta libera: dal 59,5 è passato al 55,5 per cento. Una sorte che lo accomuna a Fassino (dal 48,4 al 42,4) e a Rutelli (dal 46,3 al 42).