Gli italiani sono un popolo di fanta-allenatori E ora la passione sbarca anche su Facebook

Penna, calcolatrice, carta ma anche sms e mail. Il gioco diventa sempre più tecnologico e crea nuovi appassionati. Dal 1988 in 5 milioni si sono sfidati con formazioni, pagelle e goal

Italiani popolo di santi, navigatori e di fanta-allenatori. Sono circa 2 milioni quelli che si appresteranno a sfidarsi con penna calcolatrice e taccuino in attesa della domenica e dei gol dei loro calciatori ingaggiati per l’occasione in aste tenutesi al bar o a casa di amici. Dilagano in rete le piccole e medie leghe di amanti del fantacalcio, tutte guidate da un'unica passione quella di essere allenatori immaginari almeno una volta alla settimana.

Il gioco inventato nel 1988 da Riccardo Albini, direttore di mensili in Italia con le riviste Videogiochi e K, le prime in Italia dedicate ai videogiochi è entrato a far parte delle abitudini degli italiani. Sono stati circa 5 milioni da quando esiste il gioco a sfidarsi con pagelle e formazioni la domenica pomeriggio. Il gioco consiste nel creare e gestire una fantasquadra di 11 giocatori reali e competere in un campionato nel quale contano i voti ottenuti dai singoli atleti nelle partite di serie A e le reti segnate da ogni singolo giocatore in formazione. Il gioco si è anche evoluto tecnologicamente. Nei primi anni novanta si usavano carta e penna per comunicare all'avversario di turno le formazioni da mettere in campo. Oggi le squadre da mandare sul fantacampo vengono scambiate via mail, via sms o con smartphone.

Così si gioca anche a distanza o magari in alcuni casi, come per le aste di “riparazione” (l'equivalente del calciomercato di gennaio), anche in videoconferenza con tanto di web-cam. E il fantacalcio arriva anche su facebook dove circa 63000 fanta-allenatori sono registrati in diversi gruppi per condividere un gioco che nel nostro Paese, pieno di calciofili, è divenuto subito un fenomeno di costume.