Italiani vessati dai vigili Multe, incassi stellari: un miliardo all'anno

Quasi 10 milioni di multe, più di 26mila al giorno, 1.087 l’ora, 18 ogni minuto: una "pioggia incessante"
di contravvenzioni che per i Comuni valgono più dell'addizionale Irpef

Roma - Quasi 10 milioni di multe, più di 26 mila al giorno, 1.087 l’ora, 18 ogni minuto, elevate ogni anno nei capoluoghi di provincia italiani: una "pioggia incessante" di contravvenzioni che costa agli 8,3 milioni di patentati un miliardo di euro l’anno, 132 euro in media per ogni automobilista. Sono alcuni dei dati dello studio della Fondazione Aci "Filippo Caracciolo", diffusi al Primo Forum Internazionale delle Polizie Locali, che si conclude a Riva del Garda, con la partecipazione dei responsabili dei comandi delle Polizie Locali dei Paesi dell’Unione Europea.

Una pioggia di multe salate Al primo posto - 5,7 milioni di multe, al costo medio di 68 euro - le violazioni all’articolo 7 del codice della strada, quello che dà ai sindaci la facoltà di intervenire in materia di "obblighi, divieti e limitazione della circolazione nei centri abitati". In pratica, zone a traffico limitato (ztl), targhe alterne, blocchi del traffico e strisce blu. Al secondo posto si trovano invece le multe per "divieto di sosta", che sono oltre 2,7 milioni l’anno. Dallo studio emerge anche la necessità di ridefinire il ruolo delle polizie locali "per tutelare e promuovere la sicurezza sia in rapporto alle criticità del sistema mobilità (in una logica di prevenzione e non di repressione), sia in rapporto all’esigenza di vigilare sul territorio per accrescere i livelli di sicurezza delle nostre città".

Reprimere le violazioni Dal rapporto emerge che le polizie locali erogano, da sole, più del 70% del totale delle sanzioni emesse da tutti i soggetti impegnati nella repressione delle violazioni, quali polizia, carabinieri, Guardia di Finanza: un "impegno enorme" che, oltre al rischio di contribuire a trasmettere un’immagine distorta delle polizie locali, come quella di corpi impegnati unicamente nel "far cassa" per conto dei Comuni, per alcuni dei quali i proventi da multe triplicano le addizionali Irpef, non lascia il tempo ai vigili di operare per rendere la mobilità più fluida e non consente loro di svolgere quel ruolo attivo ed efficace di vigilanza e prevenzione sul territorio che è nel loro Dna.

I difetti del codice della strada A tutto ciò si aggiungono i "difetti" del codice della strada: revisioni e aggiustamenti continui, emerge dal dossier, ingenerano confusione e pongono un serio problema di formazione del personale per le Polizie Locali, in particolare difficoltà dal punto di vista dell’aggiornamento e dell’interpretazione delle norme, soprattutto nei Comuni più piccoli. Da qui anche la necessità rilanciata dal presidente dell’Aci, Enrico Gelpi, di un nuovo Codice della Strada di soli 50 articoli, di cui il nostro Paese si faccia promotore e che, in prospettiva, diventi europeo. Lo studio della Fondazione Caracciolo mette, inoltre, in risalto l’esigenza della realizzazione di una banca dati relativa all’attività sanzionatoria, per procedere, attraverso un’analisi statistica a livello nazionale, alla definizione di tutti gli strumenti normativi, procedurali e operativi necessari a rendere il più virtuoso possibile il rapporto tra Codice, polizie locali e cittadini automobilisti.

Differenze tra Nord e Sud Quelle evidenziate nella ricerca sono "distorsioni" che riguardano l’intero Paese, anche se non sono poche le differenze che emergono sia tra Nord e Sud sia tra piccole e grandi città. In particolare, infatti, mentre il Sud si distingue per una più massiccia presenza di personale (tre operatori in più, rispetto alla media nazionale, ogni 10 mila veicoli), il Nord si segnala per il maggior numero di agenti sulle strade, per la diffusione degli autovelox (1,5 ogni 100 mila auto) e per un numero maggiore di multe effettuate. Per quanto riguarda, invece, il rapporto tra grandi e piccole città, sebbene in queste ultime si trovi la concentrazione maggiore di autovelox - in una Provincia con meno di 100 mila abitanti il "rischio autovelox" è tre volte superiore a quello di una Provincia con più di 500 mila residenti - è nelle città più grandi che si effettua il maggior numero di controlli (gli operatori sono 1,5 ogni mille veicoli nelle città con più di 500 mila abitanti, 1,3 in quelle di medie dimensioni, 1, nelle realtà più piccole) e di multe, con 520 verbali l’anno per un "vigile" di un capoluogo con oltre 500 mila abitanti, 400 verbali per le realtà comprese tra i 100 e i 500 mila abitanti e 390 verbali in quelle più piccole.