Un italiano ai vertici della dirigenza Ue

Bruxelles. Barroso rimischia le carte del vertice dirigenziale Ue e premia Regno Unito, Germania e Italia. Nuovo segretario generale è l’inglese Catherine Day, al posto dell’irlandese David O’ Sullivan. Soprannominata «Night and day» per la sua presenza costante negli uffici, la Day porta in dote una stretta alleanza con Blair, da cui si dice sia stata fortemente voluta.
Promossa anche la portavoce Francoise Le Bail, ma qui - a quel che si mormora a palazzo Breydel - si tratta di uno spostamento voluto per far spazio a un tedesco del Ppe, di cui mancava un esponente ai vertici della commissione. Sarà un uomo di Angela Merkel (forse Johannes Latinerberger) a prendere il posto della francese come portavoce di Barroso. Ma la nomina più significativa sembra quella di Enzo Moavero, a capo del Bepa (Bureau of European Policy Advisors), in pratica il think tank del presidente della commissione. L’alto funzionario italiano - in precedenza alla presidenza del consiglio con Ciampi e poi Berlusconi - era fino a ieri vice-segretario generale. Con la sua nomina la quota italiana sale da 6 a 7. Soddisfatto Franco Frattini: «La promozione di Moavero rappresenta un successo per l’Italia e conferma la mia convinzione sul ruolo anzitutto politico della commissione europea».