Italiano morto in Francia: niente segni di violenza

L'autopsia eseguita sul corpo di Daniele Franceschi, <strong><a href="/interni/ragazzo_italiano_morto_carcere_francese_in_lettera_madre_qui_mi_maltrattano/30-08-2010/articolo-id=469967-page=0-comments=1">il 36enne morto nel carcere di Grasse</a></strong> in circostanze ancora da chiarire, esclude che vi siano state violenze. Restano da analizzare alcuni organi che la Francia non ha fatto arrivare in Italia

Lucca - Il mistero non è ancora chiarito. "Sul corpo di Daniele Franceschi non sembrerebbero esserci segni di violenza". Lo ha detto il professor Lorenzo Varetto al termine dell’autopsia eseguita all’ospedale Versilia sul corpo dell’operaio viareggino di 36 anni morto in circostanze ancora tutte da chiarire il 25 agosto scorso nel carcere francese di Grasse. Nei giorni scorsi la mamma di Franceschi aveva scritto una lettera alla premiere dame francese, Carla Bruni, chiedendole un intervento affinché sia ricercata la verità sulla morte del figlio. Verità per stabilire la quale anche il ministro degli Esteri italiano ha promesso il massimo impegno. Intanto si apprende che il medico legale torinese, nominato dalla famiglia, conferma la frattura al naso "ma - aggiunge - di questa eravamo già a conoscenza" in base alla documentazione arrivata nei giorni scorsi dalla Francia.

Restano dubbi da chiarire Varetto invita però a non trarre conclusioni affrettate circa le cause possibili della morte del giovane. "Al momento abbiamo potuto analizzare quanto ci è tornato indietro dalla Francia. Manca, ad esempio, il cuore. E per stabilire se davvero Daniele Franceschi è morto di infarto sarebbe necessario poter ispezionare quell’organo".