Un italiano su due: il premier più efficace del Professore

Il capo del governo stravince il confronto come comunicatore. L’Osservatorio di Mannheimer: «La Cdl in costante recupero»

Gian Maria De Francesco

da Roma

La campagna elettorale di Silvio Berlusconi è la più efficace per il 50% degli italiani. A rivelarlo è stato un sondaggio Ipsos commissionato proprio dalla trasmissione di Raitre Ballarò. Prodi è efficace solo per il 25% del campione. Chi dà più garanzie di affidabilità? Praticamente i due schieramenti sono alla pari (36% Unione e 35% Cdl). Il 54% degli intervistati, inoltre, pensa che le 281 pagine di programma dell’Unione saranno realizzate solo parzialmente.
Il sorpasso della Cdl sull’Unione è, quindi, più di una possibilità. È il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a rivelare altri dettagli rispetto a quanto anticipato dal premier. Ieri a Ballarò ha confermato che il sondaggio citato da Berlusconi «esiste, presto sarà pubblicato, è italiano e non americano, è per noi molto affidabile e attesta che il clima che si respira è molto cambiato». Tremonti ha sottolineato poi che le ricerche citate dal centrosinistra non tengono conto dell’elettorato indeciso, «che ha votato in gran parte per la Cdl nel 2001 e che siamo convinti tornerà a votarci».
Che il centrodestra abbia messo la freccia lo confermano anche i sondaggi più recenti. La coalizione guidata da Romano Prodi vede invece assumere un peso determinante dalla Rosa nel Pugno, lista che non ha ancora siglato il programma. Aspettando che la Cdl sveli tutte le sue carte, secondo alcuni sondaggisti anche una presa di posizione decisa su questioni «di nicchia» potrebbe essere decisiva.
La prima nota positiva per il centrodestra ieri è arrivata dal Corriere della Sera. L’osservatorio settimanale di Renato Mannheimer ha registrato un calo del vantaggio dell’Unione a solo quattro punti percentuali: 51,5 contro 47,5 per cento. Ma il dato più rilevante è rappresentato dai consensi riguadagnati da Silvio Berlusconi. Rispetto allo scorso novembre la percentuale di coloro che giudicano positivamente l’azione di governo è cresciuta del 6%, mentre i giudizi negativi sono diminuiti del 7 per cento.
Le apparizioni televisive del premier hanno avuto un ruolo importante nel polarizzare l’elettorato potenzialmente favorevole alla Cdl. Ma, come riconosce lo stesso Mannheimer, è stata fondamentale anche l’abilità nel fissare di volta in volta i temi dell’agenda politica. Secondo il ricercatore, infine, l’individuazione di target elettorali ben precisi potrebbe rivelarsi un vantaggio. Una presa di posizione a favore di una ripartizione equa dei diritti tv delle squadre di calcio da parte del presidente onorario del Milan, ha dichiarato al Velino Mannheimer, «avrebbe sicuramente un significato per gli elettori».
Stesso risultato (51,5 a 47,5) anche per il sondaggio effettuato da Ekma, ma l’istituto di ricerca ha certificato che nel corso di una sola settimana la Cdl ha recuperato due punti di svantaggio crescendo dello stesso 1% perso dall’Unione. «Le beghe del centrosinistra - spiega Michela Giorgerini responsabile di Ekma - su Tav, Pacs e finanziamenti alla scuola privata hanno avuto un peso. Se non dovessero raggiungere un accordo con la Rosa nel pugno (4%), il vantaggio sarebbe annullato». La partita, quindi, è ancora tutta da giocare.
Diverso, invece, l’oggetto di indagine della ricerca effettuata da Ipsos per conto di Apcom. Nel periodo settembre-gennaio l’indice di fedeltà elettorale dell’Unione (percentuale di elettori disposti a riconfermare fiducia alla coalizione, ndr) è sceso dall’86 all’83%, mentre quello della Cdl è salito dal 71 al 78 per cento. Analogamente, tra gli elettori disposti a cambiare idea scende il gradimento del centrosinistra (dal 64 al 56%) e sale quello del centrodestra (dal 36 al 44%). «Berlusconi - commenta il presidente di Ipsos Italia, Nando Pagnoncelli - ha ricompattato parte dell’elettorato di centrodestra presentando il resoconto della sua azione di governo». E le divergenze sul programma nell’Unione? «Più una coalizione è litigiosa - aggiunge - più rischia di perdere consensi come è successo l’anno scorso alla Cdl con Follini». Gli indecisi? «Decideranno la partita», conclude Pagnoncelli.