Un italiano su quattro ha già riciclato la cravatta regalata dalla suocera

Venduti su internet o restituiti ai negozi il 26 per cento dei doni di Natale: si salvano solo i prodotti alimentari. E in tutto lo Stivale stanno per partire i saldi: sconti fino al 40-50 per cento

Non vi piace la cravatta che vostra suocera vi ha fatto trovare sotto l'albero? Ricilatela. Non è ancora Capodanno, ma un italiano su quattro, il 26 per cento, lo sta già facendo. Sta cercando cioè di rivendere su internet o di restituire dirattamente al negozio i regali ricevuti per Natale. E' quanto emerge da una analisi Deloitte «Xmas Survey 2010», che evidenzia come anche in questo settore stiamo diventando sempre più europei.
Anzi, siamo ormai al primo posto. Seguono, in questa speciale classifica dei «più ricicloni», gli inglesi, gli spagnoli, i francesi, i finlandesi e gli irlandesi. Vestiti, oggetti di arredamento, libri, queste sono le cose che vorremmo dare via. I prodotti con il minor «tasso di riciclo» sono quelli dell'enogastronomia locale. Quelli più a rischio di taglio sono i capi di abbigliamento, i prodotti per la casa o quelli tecnologici.
Secondo un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it, per oltre la metà degli italiani (52 per cento) quello alimentare è il «regalo che si vorrebbe trovare sotto l'albero», seguito dal 12 per cento che sceglie un capo di abbigliamento, 11 per cento l'ultima novità della tecnologia informatica del futuro, il 9 per cento cd/dvd o libri.
Intanto, un Natale poco brillante per i negozi lascia il passo all'attesa per i saldi che coinvolgerà 6 italiani su 10, intenzionati per altro ad effettuare «acquisti importanti». Questo lo scenario a detta delle stime Fismo-Confesercenti. «Da un'indagine effettuata dalla nostra Associazione - osserva il presidente della Fismo, Roberto Manzoni - abbiamo rilevato che, dopo un novembre assolutamente deludente, il mese di dicembre ha evidenziato una piccola ripresa e, solo in prossimità del Natale, l'interesse dei consumatori è stato decisamente migliore». Risultato, un brutto meno dieci per cento di vendite rispetto al 2009. Le tendenze all'acquisto si sono orientate verso capi di utilita' e di prezzo unitario inferiore alla media dei Natali precedenti.
Da quest'anno i saldi inizieranno in quasi tutta Italia il 2 gennaio. Le prime a partire saranno Napoli, Reggio Calabria, e Palermo, poi il 6 di gennaio, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze Ancona, Roma, Bari. «La crisi - conclude Manzoni - spinge in alto le proposte di sconto che nel corso degli ultimi anni si stanno attestando su medie piu' elevate. Dal venti si sta passando via via al trenta e in molti casi al 40 e 50 per cehto». Più affari per tutti.