Italiano ucciso da un terrorista palestinese

Andrea Acquarone

Era arrivato a Gerusalemme da una settimana soltanto. Per fare il volontario, per aiutare i bambini palestinesi. Ma ieri sera, proprio un palestinese, lo ha ammazzato. Pugnalandolo alla schiena, nella città vecchia, mentre passeggiava.
Angelo Frammartino, aveva ventiquattro anni, veniva da Monterotondo, in provincia di Roma e sarebbe dovuto rientrare presto in Italia.
Secondo la polizia israeliana si tratterebbe di un agguato di matrice terroristica. Il nostro connazionale stava camminando con cinque ragazze lungo la Sultan Suleiman Road, nei pressi della Porta di Erode, che si affaccia sul centro commerciale della parte araba di Gerusalemme, quando è stato avvicinato da dietro dal suo assassino, un ragazzo più o meno della sua stessa età. Non ha fatto nemmeno in tempo a capire cosa stesse accadendo: il killer dopo avergli detto qualcosa in arabo lo ha colpito con due o tre coltellate alla schiena, dandosi alla fuga e abbandonando a terra l’arma del delitto. Respirava ancora il giovane italiano ma purtroppo non ha fatto in tempo ad arrivare in ospedale nonostante l'immediato arrivo di un'ambulanza
Un infermiere che gli ha prestato i primi disperati soccorsi, Ahron Oppenheimer, ha raccontato che Angelo era stato colpito tre volte, due alla schiena e una alla nuca.
I soccorsi si sono rivelati, purtroppo, inutili. Nonostante i tentativi di rianimarlo della équipe medica arrivata nel giro di circa 10 minuti, il giovane è morto prima di poter essere caricato sull’autolettiga. Aveva perso molto sangue, il colpo alla testa deve essere stato quello fatale.
Angelo Frammartino, in Israele, stava partecipando a un campo scuola della Cgil, come ha confermato all'«Ansa» il responsabile del gruppo di volontari Sergio Bassoli. Il gruppo di italiani, partiti col sindacato, stava realizzando campi estivi per i ragazzi palestinesi, fra 6 e 14 anni, nella zona Burg al Laqlaq insieme con una organizzazione palestinese, la «Torre del Fenicottero».
La polizia, stando alle prime sommarie informazioni, dopo aver immediatamente bloccato la zona, impedendo a chiunque di uscire, avrebbe arrestato tre persone, non si sa se tra loro, l’esecutore materiale del delitto.
E il perché di questo omicidio, per ora, resta un mistero, nonostante la polizia israeliana si sia subito sbilanciata parlando di «terrorismo», di «motivazioni politiche». Ci potrebbe essere comunque una traccia importante per capire almeno l’esatta dinamica dell’agguato: una telecamera di sicurezza esterna di una pasticceria della città vecchia, «Eifel Sweet», forse ha ripreso la scena dell'accoltellamento. Intanto il consolato italiano a Gerusalemme si è subito attivato. È toccato invece a un funzionario della Farnesina avvisare i genitori della vittima. Loro, ignari di tutto, si trovavano in vacanza in Sicilia, ma già oggi probabilmente arriveranno a Gerusalemme.
L’omicidio del nostro connazionale segue di appena tre settimane l'accoltellamento di uno studente di una Yeshiva, la scuola ebraica, rimasto ferito in modo lieve. L'aggressore, catturato poco dopo, aveva detto di essere stato spinto ad agire dall'intervento israeliano in Libano.