«Italicus», il prete partigiano giustiziato dai partigiani

Nel tardo pomeriggio, le 18, del 2 dicembre 1944, sulla strada che porta a Mioglia, in località Trutti, viene assassinato a colpi d’arma da fuoco il parroco di Squaneto, don Virgilio Icardi mentre torna da una sobria cena con amici. Uno dei tanti omicidi compiuti in nome della cosidetta Liberazione. Qualcuno afferma che gli assassini sarebbero tre partigiani garibaldini arrivati apposta da Savona.
Perché don Icardi è stato ammazzato, da chi e soprattutto chi e cosa era il Parroco di Squaneto ( Spigno Monferrato)?
Don Icardi, nasce nel 1908 a Cassinelle (Al), a 18 anni viene ordinato sacerdote dalla diocesi di Acqui Terme, inizia subito facendo il vice parroco a Bistagno, poi viene nominato parroco a Squaneto, un piccolissimo centro di circa 38 famiglie, tutte di agricoltori. Don Icardi è un giovane e coraggioso prete di frontiera, deciso e pieno di spirito di iniziativa. Vive grazie al suo duro lavoro di taglialegna, senza farsi mantenere dai parrocchiani, molto piu’ poveri di lui.
Dopo l’8 settembre, la zona subisce l’occupazione nazista e i rastrellamenti, don Icardi, idealista e vero patriota, freme a vedere l’occupazione nazista, inizia i contatti con la Resistenza, quella vera, e approccia le formazioni partigiane non comuniste, i Mauri, che operano nelle Langhe. Forma egli stesso un gruppo, di circa cento elementi, che prende il nome di «italicus», che è il suo stesso nome di battaglia.
Don Icardi è un resistente anomalo, usa il termine patriota, prende le distanze dalla «lotta di classe» che alcune formazioni garibaldine portano avanti nell’acquese, intrattiene rapporti di non belligeranza con il generale Farina, della San Marco e grazie alla sua preziosa opera di mediazione salva ben 42 ostaggi dal boia nazista presso Malvicino. Ma tutto ciò non salverà egli stesso dal piombo partigiano.
Per questo suo ruolo di fiero e etico resistente non comunista, don Icardi viene prima ammonito dal vescovo di Acqui e poi addirittura sospeso a Divinis.
Perché don Icardi, viene assassinato da tre partigiani giunti appositamente da Savona? Per una serie di motivi molto abbietti ma importanti per coloro che lo uccisero: era un capo partigiano di un reparto autonomo, non comunista, che quindi non obbediva alla logica perversa del commissario politico; era stimato e ammirato dai suoi uomini, che gli ubbidivano ciecamente; aveva credibilità ed autorevolezza presso gli stessi suoi avversari, cosa che gli permise di fare scambi di prigionieri; non permetteva le razzie dei partigiani sui civili del suo territorio; e cosa molto importante, custodiva, sulla cella campanaria, i beni ed i valori che i contadini del suo paese, gli avevano affidato in custodia, per evitare che i nazisti o i partigiani comunisti li sequestrassero. Erano in buone mani, le sue, quando era in vita. Subito dopo la sua uccisione, questi beni sparirono dal campanile.
Il suo corpo, verrà trovato verso le 21, da un passante in bici, che correrà ad avvisare la guardia comunale. Trasportato su una lettiga di legno, sarà composto nella Cappella di San Lorenzo.
Il provvedimento di sospensione, vale sempre per il povero sacerdote, e il vescovo di Acqui, molto zelantemente, vieta le esequie religiose, dopo essere stato assassinato deve subire anche questa ingiuria. Italicus, sarà seppellito nel Cimitero Militare di Altare. E solo nel 2006, finalmente, la sua salma può ricevere una Messa e la conseguente riabilitazione.
Ovviamente, i tre assassini erano noti e conosciuti, ma non dovettero subire alcuna pena, anche se avevano spento una nobile vita…la gente di Squaneto, di Pareto, di Bistagno si ricorderà sempre di quel prete forte e indomito che non si piegò mai di fronte a nulla.