Gli italoamericani? Tutti orge e alcol «Chiudete quel reality»

New YorkAl loro confronto i mafiosi del Padrino erano dei gran signori: almeno loro non si ubriacavano pubblicamente, non vomitavano birra e vodka sul bordo della Jacuzzi, il sesso lo facevano con la porta chiusa e non si toglievano le canottiere per mettere in mostra tatuaggi a forma di bandiere tricolore, draghi e crocefissi. Al loro confronto i protagonisti della serie televisiva Sopranos erano anch’essi dei veri gentiluomini che non si prendevano a pugni in una discoteca perché le loro donne si erano infilate a grappolo in un’orgia sulla pista da ballo.
I protagonisti della nuova serie della rete Mtv Jersey Shore, andata in onda giovedì sera con un altissimo indice d’ascolto, sono quattro ragazzi e quattro ragazze ospitati per un mese in un appartamentino di tre stanze di Seaside Shore in cambio del lavoro come commessi per un negozio di magliette e souvenir. E sono il peggio del peggio degli stereotipi sugli italo americani. Pauly, Nicole, Mike, Sammi, Vinny, Jenni, Ronnie e Angelina ammettono subito di avere «grandi aspettative» per questa vacanza al mare. «Voglio trovare dei ragazzi succosi, uno per ogni notte», annuncia Nicole, che si farà soprannominare «la cagna». «Sono un ragno carnivoro - prosegue Jenni -: mi faccio un ragazzo e poi gli tronco la testa e lo getto via». «Io voglio solo tre cose - aggiunge Ronnie -: birra, spiagge e ragazze in calore». «Non vedo l’ora», sorride Vinny mentre finisce un enorme piatto di spaghetti accanto alla madre, che da brava mamma italiana lo esorta a mangiare di più e piange nel vedere il suo ventunenne infilare brillantina e acqua di colonia in valigia e partire per il mare.
Il tenore delle conversazioni non migliora nelle due ore della première di un reality che svariate organizzazioni italo americane stanno cercando di bloccare, e che va verso un tale livello di spazzatura da dimostrare, ancora una volta, che la distanza tra scimmia e uomo è infinitesimale. Non a caso un sito Internet ha definito Jersey Shore come «una specie di documentario del National Geographic, nel quale per la prima volta veniamo a conoscere un mondo impenetrabile, quello dei giovani italo americani». Un altro colpo al cuore per le organizzazioni degli italoamericani come Unico (Unità, buon vicinato, integrità, carità e opportunità), che promuove l’immagine del Belpaese e soprattutto quella degli italiani negli Stati Uniti. «Non è possibile - protesta un esponente di Unico alla Cnn - riproporre i soliti vecchi stereotipi volgari su di noi. Chiediamo che questa trasmissione venga ritirata».
Ma la Mtv sa di avere in mano un reality che attrarrà sempre più spettatori e «guardoni». La costa del New Jersey (lo Jersey shore) è da sempre luogo di villeggiatura per giovani single a caccia di sesso, alcol e discoteche e su YouTube un filmato sui Guidos Seaside (negli Usa si definiscono «Guido» offensivamente gli italoamericani delle classi umili) è ancora seguitissimo pur non arrivando al voyeurismo malato del reality. Nel quale, appena disfatte le valigie, tre ragazzi giù ubriachi marci invitano delle perfette sconosciute a salire da loro e infilarsi nella Jacuzzi: dopo un attimo già volano via reggiseni e mutandine, mentre inizia un’orgia sotto gli occhi delle ragazze che non hanno la decenza di andarsene e che si cercheranno presto anche loro qualche anonimo partner sessuale.
Nell’era dell’aids e della lotta all’alcolismo, questi «Guidos» e «Guidette» non fanno caso a nulla. Vogliono solo divertirsi, sono ignoranti, sfacciati, volgari e rissosi: i maschi tutti muscoli e gel sui capelli e abbronzatura da lampada dodici mesi l’anno, le ragazze con imponenti seni finti, trucco pesante e orecchini nell’ombelico.
La Mtv, felice del successo della prima puntata, si difende: «Gli spettatori scopriranno personaggi in situazioni sorprendenti, emozionanti e buffe, le loro amicizie e i loro drammi. Vedranno che in questi ragazzi c’è molto di più del loro gel per i capelli». Vedremo.