Italtel, ecco le carte che tirano in ballo Prodi

Goldman Sachs alla Siemens: nella trattativa con l'Iri siamo forti, abbiamo l'ex presidente. I tedeschi sotto inchiesta per tangenti. Il premier non è indagato ma minaccia querele. La procura di Bolzano conferma l'indagine. <a href="/a.pic1?ID=171947" target="_blank"><strong>Forza Italia: chiarisca</strong></a>

Gianmarco Chiocci e Gianluigi Nuzzi
Vi sono documenti acquisiti nelle indagini per corruzione e concussione sulla vendita di Italtel ai tedeschi di Siemens, avvenuta con protocollo d’intesa del 12 maggio 1994, che sembrano smentire la precisazione stilata ieri da palazzo Chigi. Lo staff di Prodi si è infatti affrettato a dire che «la valutazione e la decisione in merito (alla vendita, ndr) rientravano nella esclusiva sfera di competenza della società interessata (Italtel Spa) e della controllante (Stet Spa), in considerazione anche della struttura organizzativa e del sistema dei rapporti esistenti nell’ambito del gruppo Iri». Che all’epoca vedeva Romano Prodi presidente.
In realtà, questa vicenda rischia di imbarazzare l’inquilino di Palazzo Chigi. Tra le numerose carte acquisite sia dall’autorità giudiziaria di Monaco che sta conducendo una maxi inchiesta sulle tangenti pagate da Siemens nel mondo, sia, almeno in parte, dai pm di Bolzano, vi sono parecchi documenti in cui si fanno riferimenti diretti al Professore. E che sicuramente hanno indotto i magistrati a spedire la Guardia di finanza, il 19 febbraio, nella sede milanese di Goldman Sachs, la banca d’affari investita da Siemens per portare Italtel sotto l’ombrello tedesco. E acquisire documenti. Negli uffici della banca è spuntato anche un file intestato «MTononi/memo_Prodi 02.doc» che evidentemente andrà sviluppato. «MTononi», per esempio, potrebbe trattarsi di Massimo Tononi, 41 anni, attuale sottosegretario all’Economia. Si tratta di un manager di primo piano di Goldman Sachs: nel periodo 1988-1993 ha lavorato presso l’ufficio di Londra, occupandosi soprattutto di fusioni e acquisizioni tra imprese. Dal 1993 venne scelto come assistente personale proprio da Prodi, quando il Professore nel maggio di quell’anno interruppe le sue consulenze con la stessa Goldman Sachs per diventare presidente dell’Iri. Nel 1994 Tononi tornò in Goldman Sachs dove vi rimase fino allo scorso anno. Ovviamente anche Tononi non è indagato nell’inchiesta di Bolzano ma è uno dei personaggi che ritroviamo nel 1999, nel gruppo di lavoro per il progetto «Salomon» (dividere le attività mobili della telefonia da quelle fisse, trasferendo le prime a Siemens e lasciando le seconde alla futura Telecom). Alla squadra partecipava anche Claudio Costamagna, già uomo Italia per Goldman Sachs, amico di Angelo Rovati e considerato storicamente vicino al gruppo prodiano. Sino a cercare di fondere la sua società di consulenza con la Mittel del banchiere Giovanni Bazoli. Il quadro si può chiudere con qualche curiosità: in quegli anni il capufficio stampa di Italtel era Silvio Sircana, attuale portavoce del governo. Mentre il capo dell’ufficio legale era quella Patrizia Grieco, accreditato manager della piazza lombarda. I due vennero poi immortalati nello scorso settembre al ristorante Bolognese di Roma (vedi fotonotizia in fondo alla pagina).
Tornando ai mesi prima dell’accordo tra Italtel (Iri) e Siemens può offrire qualche chiave di lettura la lettera protocollata riservata con la quale il 3/2/93 il responsabile di Goldman Sachs Francoforte, Arthur Walter, caldeggiava la propria banca d’affari al capo delle fusioni e acquisizioni di Siemens Germania per l’affare Italtel. «Sottolineiamo la conoscenza di Goldman Sachs del gruppo Iri - si legge - e del suo management... circostanza che potrebbe essere estremamente importante per una potenziale negoziazione (di Italtel, ndr)... Tra le operazioni eseguite in Italia da Goldman Sachs ci preme indicare l'acquisizione dell’Eni del controllo su Enimont... mentre come “Capital Markets/Corporate” sottolineiamo l’offerta per la privatizzazione del Credito Italiano seguita a favore dell’Iri nel 1991 (con Prodi presidente, ndr)... e Goldman Sachs quale manager per l’offerta Stet a favore dell’Iri nel giugno del ’92». Nel documento Walter enfatizza che «a partire dal mese del marzo del 1990 il nostro “senior advisor” per la Goldman Sachs in Italia è il professor Romano Prodi». E qui dedica diversi capoversi rievocando i punti salienti delle precedenti esperienze professionali, «che è già stato all’Iri, è stato ministro dell’Industria, nel comitato scientifico di Nomisma». E conclude osservando che «sarebbe quindi un pregio e di grande valore la possibilità di presentarLe i nostri colleghi ed esperti industriali italiani per discutere le alternative concernenti Italtel».
Post scriptum non afferente le indagini: negli anni caldi di Italtel il responsabile sicurezza dell’azienda era un giovane e rampante Giuliano Tavaroli, che dieci anni più tardi, diventato capo della security di Telecom, verrà coinvolto nell’inchiesta milanese sui dossier illegali.