IV municipio, sotto inchiesta il presidente

Claudia Passa

La sprecopoli capitolina arriva in Procura. A un anno dall’inchiesta del Giornale sulle «spese allegre» degli enti locali, un avviso di garanzia ha raggiunto Benvenuto Salducco, presidente del IV municipio, per una vicenda legata alla fuga di gas che nel 2001 costò la vita a sette abitanti di via Ventotene.
Il fascicolo del pm Angelantonio Racanelli si rifà proprio alla commemorazione organizzata nel primo anniversario della tragedia - per la quale il Campidoglio aveva sborsato 30mila euro - finita poi in un nulla di fatto ma con un violento strascico di polemiche, culminate in interrogazioni a raffica, nell’inchiesta del Giornale, in una denuncia alla procura e dunque nell’avviso di garanzia. Per due ipotesi di reato il pm - che inizialmente aveva indagato anche una funzionaria - ha proceduto per l’archiviazione, ma per Salducco è rimasta l’accusa di falso ideologico in atto pubblico. A far discutere in Procura e in municipio non solo il programma «giocoso» della commemorazione, non solo l’infelice slogan («un fine settimana tutto da vivere»), ma soprattutto le modalità con cui una ditta era stata chiamata ad occuparsi dell’organizzazione dell’evento. Dopo l’incentivo del Campidoglio, infatti, Salducco aveva fatto presente in una direttiva d’aver contattato la ditta in questione, definita «una società specializzata nel settore, ed accreditata presso il Comune in quanto ha organizzato altre manifestazioni per conto di altri uffici dell’amministrazione».
Nessun bando pubblico, dunque. Non solo: ad alimentare i dubbi confluiti nell’interrogazione presentata in municipio da Fabrizio Bevilacqua (di cui non s’è saputo più nulla) e ripresa in Comune da Bruno Prestagiovanni (An), la notizia che la società era stata costituita appena sei mesi prima. Presi a verbale dalla squadra di Polizia giudiziaria, i protagonisti si sarebbero contraddetti su più punti. Il titolare della società avrebbe dichiarato d’esser stato contattato dai vertici del municipio, ma ancora ieri Salducco dichiarava al Giornale che «per le piccole cifre c’è la possibilità di affidamento diretto (in questo caso discusso anche in Giunta come si rileva da un verbale che gli inquirenti avrebbero trovato assai interessante, ndr), io mi sono limitato a chiedere se era possibile dare l’incarico a quella società, che era l’unica che s’era fatta avanti». Ma se non c’era un bando come poteva farsi avanti? Salducco si dice tranquillo, spiega che «col nuovo codice l’avviso di garanzia non è più quello di una volta. Non ho fatto nulla di male, sono stato interrogato come altri da un funzionario di polizia e tutto è stato chiarito. E poi - chiosa - quando ho avuto sentore che la manifestazione non stava funzionando ho bloccato tutto».
Comunque vada a finire, va detto che sul fronte politico sul IV municipio s’addensano le nubi. «Alla legge penserà la magistratura - spiega Bevilacqua -, quello che noi non potremo dimenticare è che per commemorare una tragedia il municipio abbia pensato di organizzare una festa». Un periodo nero, insomma. Anche perché proprio ieri il presidente provinciale di An, Vincenzo Piso, assieme al consigliere provinciale Bruno Petrella e ai rappresentanti di An in municipio hanno reso nota una lunga litania di problemi che affliggono il territorio, un cahier des doléances che al primo posto vede la linea 90 express, le conseguenze urbanistiche dell’apertura dell’Ikea, l’invasione di extracomunitari, fino alle disfunzioni nei servizi sociali, alla mancanza di una progettualità in materia di traffico e a metodi di governo giudicati «poco democratici». Una sommatoria di problemi che Piso non ha esitato a definire «un campione di tutto ciò che in questa città non funziona».