Ivan, commuove tutti il Billy Elliot di Amici

Il vincitore: «Ho iniziato a ballare solo per caso otto mesi fa su invito di un’amica»

Paolo Scotti

da Roma

E meno male che c’è chi ancora non crede nelle favole. Incredibile ma vero: domenica sera perfino una professionista dall’inattaccabile scorza come Maria De Filippi s’era commossa. Piangeva lei, piangeva il roccioso Steve La Chance, piangeva l’incorruttibile Luca Pitteri, piangevano tutti: ex allievi, pubblico e giurati-giornalisti. Il fatto è che, giunta all’attesa finale d’una stagione caratterizzata più dall’esibizionismo un po’ artefatto che dal talento vero e proprio, la quinta edizione di Amici ha riservato ai suoi numerosissimi fan un finale del tutto inatteso. Non ha vinto il bello e modesto Raffaele, ballerino diciannovenne più aggressivo che determinato; non ha vinto la siculo-brasiliana Rita, ventenne dall’esplosiva voce di velluto black; e soprattutto non ha vinto Andrea, ovvero il diciottenne romano che, con la scusa di fare l’attore aveva mostrato per tutto l’anno la sua abilità in tutte le restanti discipline. No: il trionfatore è stato proprio l’ultimo della lista, quello a cui nessuno pensava, il meno bello, il più serio, mai attaccabrighe né rompiscatole, adorato dai professori e ignorato (almeno fino a ieri sera) dalle legioni di ragazzine ululanti. Ivan D’Andrea, friulano taciturno e riservato di Forni Di Sopra (Udine), ha visto la sua favola diventare realtà. «E pensare che avevo cominciato a ballare solo otto mesi fa, per caso, su invito di un’amica. Solo nel settembre scorso ho fatto il mio primo provino, superando altri 7mila concorrenti. E contro tutto e tutti sono arrivato ad Amici. Senza nessuna illusione di poter fare niente di più, beninteso». Ma la favola era dietro l’angolo: non a caso, uno degli innumerevoli numeri in cui Ivan è stato osannato dai 1.900 deliranti spettatori del Teatro 5 di Cinecittà (dopo più di tre ore di show ininterrotto: una fatica che avrebbe stroncato un Nureyev) era proprio tratto dal film Billy Elliot; ovvero dalla favola del pulcino sgraziato, ma determinato, che, contro il parere di tutti, si trasforma in irresistibile cigno. «Ogni volta che partivo per uno stage di danza, tenevo tutto nascosto a mia madre. E ogni volta che affrontavo una sfida nel corso di Amici, lei veniva da Udine a prendermi per rifarmi la valigia». Ma la valigia l’hanno fatta solo ieri sera, insieme, fra le lacrime. «Dedico questa vittoria a mio padre. Morì a soli 34 anni, quando io avevo appena 11 mesi. Per crescermi mia madre, che non si è mai voluta risposare, ha fatto l’operaia, la cameriera. Ma stasera penso che papà mi abbia aiutato, perché il suo sogno era proprio diventare un ballerino». E così la favola è davvero completa.
Ma il suo protagonista non finisce di stupire. Mentre tutti quelli che l’hanno preceduto smaniavano solo di andare ad esibirsi a Buona Domenica, lui (dopo aver intascato i 100mila euro della vittoria, con i quali, come di prammatica, ancora non sa che cosa fare) tornerà incredibilmente a scuola. «È talmente bravo e apprezzato dai professori - spiega Maria De Filippi - che probabilmente, e per la prima volta nella storia del programma, gli offriremo una borsa di studio con la quale potrà tornare quest’altr’anno a frequentare le lezioni».
Quanto ai risultati complessivi, c’è da registrare la dichiarazione di Giovanni Modina, direttore di Canale 5: «Questa finale e la Corrida confermano la stagione d’oro di Canale 5. Amici ha chiuso in bellezza la quinta serie di un programma unico: una vera e propria scuola che ottiene ascolti da rete leader. Ascolti ancor più significativi perché, in occasione della finale boom, si confrontavano con quelle di una delle fiction più belle e più forti della stagione Rai». Anche la De Filippi è soddisfattissima. «Ha vinto l’idea della scuola; del fatto che solo il sacrificio e lo studio ripaghino veramente».
Dopo aver rinunciato all’idea di condurre il reality show sui pattini, gemello di quello che in Rai toccherà a Milly Carlucci («ma non ci ho rinunciato per questo: è che avevamo troppo poco tempo per organizzarlo») Maria non smette di pensare ai suoi ragazzi: «Molto probabilmente li faremo debuttare in un nuovo musical, tratto dal film Anastasia con Ingrid Bergman». Tutti, tranne il migliore fra tutti. Che quest’altr’anno tornerà a scuola.