Ivan, il poeta ribelle che scrive sui muri

Non sono pochi i <em>writers </em>che credono di essere la reincarnazione di artisti del calibro di Jean-Michel Basquiat o Keith Haring. Molti sono solo degli imbrattatori che sporcano i muri delle città. Ma tra di loro si nasconde un poeta, Ivan, che vuole &quot;far fiorire il cielo&quot;. Lo <em>Spazio Oberdan</em> di Milano gli dedica una mostra

Milano - Non sono pochi i writers che credono di essere la reincarnazione di Jean-Michel Basquiat o Keith Haring. Ma se facessero un esame di coscienza scoprirebbero di essere solo degli imbrattatori di poco valore. Eppure, con la scusa dell'arte, sporcano i muri delle città con scarabocchi di dubbio gusto. L'arte è sregolatezza e ribellione, ma anche genio e splendore. La maggior parte delle scritte che si vedono sui muri delle città però non sono arte. Eppure, quegli spazi grigi e abbandonati, si potrebbero trasformare dando colore e allegria ai passanti. Le amministrazioni comunali investono cifre considerevoli per cancellare le scritte dai muri dei palazzi. Che poi puntualmente ricompaiono. Giusto ripulire i muri ma perché non dare uno spazio di libero sfogo ai writers più bravi? Qualche anno fa un progetto simile è stato lanciato a Philadelphia. E i risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti: in molti angoli della città si possono ammirare splendidi murales. Perché non fare lo stesso anche nelle nostre città, a partire dalle periferie più tristi e grigie?

La mostra "Ivan Poesia Viva" Dal 13 febbraio al 15 marzo, allo Spazio Oberdan di Milano (viale Vittorio Veneto 2) ci sarà una personale di Ivan, artista e "poeta di strada", come lui stesso ama definirsi. E' considerato un ribelle, anche se Ivan preferisce l'espressione "agitatore culturale", ponendo l’accento sul significato della cultura come agente e "reagente" sociale, un metaforico interruttore in grado di accendere domande e pensieri sul nostro vivere quotidiano.

Le scritte in tutto il mondo Dopo la prima scritta sul muro, fatta sul parapetto della darsena di Milano nel dicembre 2002, Ivan (guarda la videointervista) ha continuato ad agire "borderline" scrivendo versi e parole nelle strade di tutto il mondo. Dal Libano ad Haiti, da Amsterdam a Barcellona fino a Parigi, l’Avana, il Messico e molte altre città del mondo. Ovunque inseguito dalla polizia perché quello che fa Ivan, poesia o non poesia, non è consentito.

Poesia di strada Ivan oggi è il riferimento principale del movimento "Poesia di strada". Un movimento culturale che vuole diffondere la poesia uscendo dai libri, direttamente nelle piazze, nelle strade e tra la gente. Ivan si proclama "rivoluzionario". Va contro la legge, scrivendo sui muri; lo fa non per combattere lo Stato ma per porsi "al servizio della poesia". 

Il sogno: far fiorire il cielo C’è chi lo definisce un pittore, chi uno street artist, chi un writer, chi un dj e chi, dopo averlo visto suonare sul palco con i "Revolution Republic", una rock star. Altri lo considerano un volgare "imbrattatore". Ivan non si scompone. Non ci sta a finire rinchiuso nei limiti ristretti di una definizione linguistica. Con la sua prima scritta "Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo", vergata d’istinto sul parapetto della darsena di Milano alcuni anni fa, Ivan gettò le basi della sua arte. Quelle parole racchiudono la volontà che ispira la produzione di Ivan.

Guarda la video intervista al poeta di strada Ivan