Ivan il terribile si difende: «Non ho preso soldi dai boss. Mi processi l'Italia»

Bogdanov dopo gli scontri di Genova dal carcere di Pontedecimo parla attraverso il suo legale a un quotidiano serbo. «Faccio solo l'ultrà, mai ricevuto 200mila euro da nessuno. E ho già chiesto scusa». L'ultimo affronto: «Da voi in cella si sta più comodi...»

Ivan il terribile ora prova a difendersi. «Non ho preso soldi da nessuno per quello che ho fatto allo stadio di Genova, non conosco mafiosi o narcotrafficanti». Lo spauracchio del Marassi, Bogdanov, dal carcere di Pontedecimo parla attraverso il suo avvocato Gianfranco Pagano con il giornale belgradese Vecernje Novosti e smentisce le notizie sui suoi presunti collegamenti con la criminalità organizzata serba.
«Se avessi preso 200mila euro, come si dice, non avrei viaggiato in autobus e dormito in hotel a una stella», afferma il teppista che sottolinea di essere «solo un tifoso della Stella Rossa, non sono la marionetta di nessuno. Ho già detto il perché ho fatto ciò che ho fatto, e mi sono scusato. Non avevo la minima idea che tutto ciò avrebbe provocato uno scandalo internazionale e che mi avrebbero collegato con mafiosi e criminali».
Nei giorni scorsi il quotidiano belgradese Politika aveva scritto che boss della mafia serba avrebbero pagato 200mila euro a una sessantina di hooligans per scatenare le violenze e gli incidenti alla partita Italia-Serbia valida per le qualificazioni e Euro 2012.
Nell'intervista Ivan afferma addirittura di preferire un processo in Italia. «Penso che in Italia avrò una pena molto meno pesante rispetto alla Serbia e potrò contare su un processo giusto e corretto, cosa invece che non mi posso aspettare a Belgrado». Inoltre, aggiunge con aggiunta di scherno, «il carcere qui in Italia è sicuramente molto più comodo». Come riferisce il giornale, l'avvocato Pagano porta quotidianamente i giornali a Ivan, che guarda la tv e sa che è seguito e per giunta idolatrato da numerosi fan su Facebook. Ma fa sapere di non gradire tali attenzioni: «Vorrei che non fosse così, che quanto prima si scordino di me e che i giornali non scrivano più delle mie vicende. Così per me sarà più facile».
Ivano adesso scopre pure i rimpianti: «Mi mancano gli amici ma soprattutto la mia mamma. Spero che stia bene e che non sia preoccupata per me», ha ribadito Bogdanov che - riporta il giornale serbo - nel carcere di Potedecimo vive in una cella da due con un altro detenuto serbo, col quale parla e passeggia durante l'ora d'aria.