IVAN THEIMER Se arte e natura si fondono

Obelischi, tartarughe, uomini, meduse: cento bronzi in mostra

«L’arte è testimonianza, è un regno della nostra cultura: porta la storia e la vita che c’è in noi. L’arte non può essere distruzione». Sono parole di Ivan Theimer, l’artista ceco (1944, Moravia) che ha inaugurato ieri la sua mostra a Palazzo Reale: un centinaio di opere in esposizione fino al 16 settembre, sculture anzitutto, ma anche acquerelli, che accompagnano il visitatore fino ala sala con il «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo.
Sono idee artistiche, quelle di Theimer, che appaiono quasi antiche al giorno d’oggi, dove l’arte sembra concentrata sul far vivere delle forti emozioni al visitatore, emozioni dirette, che non vengono solo dalla contemplazione di un’opera, ma che comprendono tutti i sensi (vista, ma anche udito, tatto, a volte olfatto), come accade, ad esempio, davanti alle performance di Marina Abramovic o Gina Pane, o, più in generale, davanti alle installazioni.
Ivan Theimer è lontano da tutto ciò: l’avanguardia è importante, ma è già stata. Artista poliedrico, si esprime con pittura, scultura e incisioni, Theimer è interessato ad un effetto in particolare: dalle sue opere deve trasparire l’importanza del rapporto dell’uomo con la natura, la vicinanza con le origini, l’armonia e la storia dell’uomo. Un’arte che non è di distruzione, di provocazione sterile, ma che semmai vede nell’opera d’arte il simbolo della vicinanza dell’uomo con la natura, il tempo, la forma.
Ecco quindi gli obelischi, d’ispirazione egiziana, o le grandi tartarughe in bronzo «che sono il simbolo della casa, della maternità, della profondità misteriosa» dice lo stesso Theimer, o le teste di bambino in bronzo, che possono ricordare la ritrattistica romana del periodo augusteo: «Nelle sue opere si sente il movimento del tempo – dice l’assessore Vittorio Sgarbi alla presentazione della mostra -, finalmente Theimer è un autore di oggi che sente che non si può essere moderni senza conoscere gli antichi».
Sembra di ritornare nella Grecia di Pericle, o anche prima. Una testa di Medusa, in bronzo argentato (2005), gli obelischi in bronzo (dal 1982 fino ad oggi), con le decorazioni di piante e fiori diversi. Nella mostra a Palazzo Reale si trova anche una selezione di 40 acquerelli circa raffiguranti dei paesaggi rurali, «è una particolarità per me esporre anche questo tipo di lavoro» dice Theimer.
«Si parte dal linguaggio artistico del passato per crearne uno presente» dichiara Sgarbi, l’arte di Theimer si pone come un Rinascimento del XXI secolo, «in cui sempre c’è la volontà di rispettare il contesto artistico dove ci si inserisce». Che sia un museo, o una piazza: Theimer è infatti anche un grande scultore di opere pubbliche. Nel 2006 ha creato la Colonna di Place de la Victoire a Bordeaux.
«Stiamo muovendoci – conclude l’assessore - perché anche Milano abbia una scultura di Theimer, probabilmente sarà in piazza della Repubblica, dedicata alle vittime del terrorismo».
6 luglio-16 settembre
Palazzo Reale
www.comune.milano.it/palazzoreale oppure 02 80509362
lunedì 14.30-19.30, martedì-domenica 9.30-19.30, giovedì 9.30-22.30
5 euro intero, 3 euro ridotto