IVANO FOSSATI L’Arcangelo dei grandi spazi

Un concerto che piace e unisce fluidità ed eloquenza ritmica in un viaggio di ricognizione per mondi e culture differenti

Anni fa - come Sting - disse che il rock era morto e paragonò il suo cadavere a quello del Cid Campeador legato al suo cavallo e mandato in battaglia. Poi Ivano Fossati ha recuperato il rock come una dei mille ingredienti che condiscono i suoi cocktail musicali. «A volte parlando mi contraddico perché quando scrivo cerco di esporre quello che sento in quel momento senza fare troppi calcoli», sottolinea il cantautore, che stasera sarà sul palco del Teatro Smeraldo nella penultima tappa dell’Arcangelo Tour (aveva già dato una anticipazione per pochi eletti il 5 dicembre all’Alcatraz e chiude il cerchio qui in città, poi l’ultima tappa sarà lunedì prossimo al Teatro Cagnoni di Vigevano).
È la terza parte della tournée legata all’ultimo cd Arcangelo, quella nei teatri partita lo scorso dicembre. Lo spettacolo del più schivo e appartato tra i nostri cantautori raccoglie l’essenza di Fossati; il suo multiforme gusto musicale, la forma-canzone come strumento di lettura della realtà o come viaggio (più o meno fantastico) di ricognizione in giro per mondi e culture differenti.
Un percorso che passa dalla storia dai bordi hippy dei Delirium e si raffina attraverso decine di album, collaborazioni con artisti come De André, De Gregori, Enrico Rava, Trilok Gurtu, musiche per film, per il teatro e per artisti come Mina, Celentano, la Bertè, passioni musicali che vanno da Bach ai Beatles, dal geniale Randy Newman a Brel e amori letterari che si allargano da Saramago a Leopardi e Pessoa. Un percorso creativo per un artista che si è definito «cantautore suo malgrado, ostaggio di belle parole».
Così, con questo background al tempo stesso raffinato e popolare, Fossati piace all’inclita e al colto e riempie i grandi spazi così come i teatri. Lui non conosce il significato della parola «ripetizione». In concerto ora più che mai unisce fluidità ritmica e eloquenza melodica in una tavolozza screziata che spazia dai toni morbidi a quelli più rock. Per la prima volta esegue dal vivo Il battito - uno dei pezzi cardine di L’Arcangelo - e poi via, alterna presente e passato volando sui tempi ska di Terra dove andare, saltabeccando nel tempo e nello spazio da I treni a vapore e Una notte in Italia a La pianta del tè, da Ho sognato una strada a Panama ai temi a tutti familiari di La musica che gira intorno, La canzone popolare, Cara democrazia. Nei bis una bellissima versione incorniciata nella callosità del blues di Dedicato e poi Pane e coraggio, La bottega di filosofia, Sigonella e a chiudere la splendida ed ecumenica Mio fratello che guardi il mondo.
Al suo fianco l’ottima band con Claudio Fossati alla batteria, Pietro Cantarelli alle tastiere, Riccardo Galardini e Fabrizio Barale alle chitarre, Daniele Mencarelli al basso, Mirko Guerrini ai fiati, Marco Fadda alle percussioni.
Ivano Fossati
Teatro Smeraldo, ore 21, info 02-29006767, ingresso da 46 a 23 euro