Iveco-Saic, maxi-accordo sui Tir

Nel fine settimana la firma in Cina. Previste importanti evoluzioni. Vendite auto: Gruppo Fiat con quota mercato oltre il 30% per il sesto mese

da Milano

Per Iveco sta per scoccare l’ora «x». Nel fine settimana l’amministratore delegato Paolo Monferino, a Pechino da alcuni giorni in occasione della settimana ecologica Italia-Cina, dovrebbe chiudere il maxi-accordo con la Saic, dopo la lettera d’intenti siglata nel dicembre dello scorso anno. L’intesa permetterà alla casa produttrice di camion di Fiat Group di sviluppare con il colosso cinese un’importante partnership a lungo termine nel settore dei camion pesanti. Le attività industriali previste riguardano la produzione e l’assemblaggio di Tir e di motori diesel con l’utilizzo di tecnologie italiane. In proposito sarà costituita una società d’investimento paritetica tra Iveco e Saic che acquisirà il 67% del capitale della Chongqing Hongyan Automotive, controllata dalla Chongqing Heavy Vehicle Group, uno dei maggiori costruttori cinesi di camion, che resterà azionista con il restante 33 per cento. Prende dunque forma il progetto «Iveco 2» nei cui obiettivi c’è la creazione di una forte realtà industriale in Cina, Paese dove l’azienda di Torino è già presente attraverso tre joint venture per la produzione di furgoncini, autobus e cambi.
L’accordo con Saic, secondo produttore di veicoli in Cina e già legato a Torino attraverso cooperazioni nel settore dei trattori, sembra essere il primo di una lunga serie. Evoluzioni importanti sarebbero infatti attese a breve. Del resto proprio nei giorni scorsi, incontrando i sindacati a Torino, l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, aveva sintetizzato con questa frase il futuro di Iveco: «L’azienda dovrà trasformarsi da costruttore internazionale a globale, incrementando la sua presenza nel mercato dei veicoli pesanti».
Il buon momento del gruppo torinese, gli accordi industriali pronti a partire e la possibile chiusura dell’operazione Fidis entro il mese («abbiamo tutte le offerte necessarie per il 50% della finanziaria», ha detto ieri l’ad) hanno ridato slancio al titolo Fiat: le azioni hanno guadagnato l’1,47% a 10,53 euro. Anche i dati di giugno sulle immatricolazioni di vetture in Italia hanno contribuito a rilanciare il titolo torinese. Fiat Auto, infatti, per il sesto mese consecutivo ha registrato una quota mercato superiore al 30% (30,64% per l’esattezza) con una crescita del 4,3% rispetto al 2005 e con volumi in aumento del dell’1,7 per cento. A trainare i risultati è stato il marchio Fiat che a giugno ha ottenuto il 23% di quota (più 4,1%) e nei 6 mesi il 23,2% (più 3,1%). Il risultato della casa italiana è stato ottenuto nel contesto di uno scenario complessivo che ha visto le vendite ridursi del 12,6 per cento. Il confronto, infatti, va fatto con un giugno 2005 che, concluso il lungo sciopero delle bisarche, aveva visto le immatricolazioni toccare un dato record. Tornando a Fiat, gli ordini della Grande Punto hanno raggiunto le 305mila unità, mentre in casa Alfa Romeo i contratti per la gamma 159 sono arrivati a 56.500 e quelli per la Brera a 8.300.