Il j’accuse del re del bisturi su YouTube

Paolo Santanchè: basta abbindolare i pazienti. Su Internet un attacco deciso ai falsi "miracoli" dell'estetica

Getta il guanto Paolo Santanchè. E poco importa se è quello in lattice che usa per operare e renderci più belli, piuttosto che in pelle come ai tempi della cavalleria, perché ormai la sfida è lanciata e lui non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro. Al posto della spada, un’arma ben più efficace: un video provocatorio. E neanche a dirlo in questi tempi, già on line su YouTube, il celebre sito che consente la condivisione di brevi filmati, dove tutto è possibile perché il pubblico è il mondo intero.
«Sono Paolo Santanchè - esordisce - specialista in chirurgia plastica, mi occupo esclusivamente di chirurgia estetica da 32 anni...». Lui sta in piedi, dietro la scrivania dello studio milanese, lo sguardo è serio. Puoi zoomare, guardarlo bene in viso, ma una ruga non riesci proprio a trovarla. Attorno a lui almeno una ventina di leoni (d'oro, in bronzo, di pietra...) perché «oltre all’armonia per le forme perfette», il dottor Santanchè adora i safari, quelli in cui per giorni dai la caccia agli animali dai nomi più strani, dove la notte in tenda non riesci a dormire troppo tranquillo, perché l'orecchio è teso e il fucile è sempre pronto. Eccolo li, il re della chirurgia, mentre lancia una sfida «alla pubblicità più o meno subdola che promette risultati simili alla chirurgia estetica con metodi non invasivi o addirittura con le creme».

La decisione di girare questo video, dice di averla presa dopo l'ennesima arrabbiatura di fronte a un cliente che per anni aveva buttato i soldi in trattamenti inutili, e l'irritazione che lo colpiva trovandosi di fronte a spot inverosimili. «Siete davvero sicuri di dire la verità?», si chiede provocatoriamente Santanchè. Da qui l'idea: «Vi sfido a ottenere con le vostre tecniche un risultato pari almeno al 20 per cento di quello che raggiungo io». L'obiettivo? «Smascherare chi cerca di abbindolare i consumatori con pubblicità subdola e ingannevole e dimostrare che chi decide di ricorrere al chirurgo estetico non è l'ultimo fesso, ma al contrario, il più lungimirante perché non butta via soldi in trattamenti inutili». Lo scetticismo che molte persone continuano a nutrire nei confronti di questa branchia della medicina, Santanchè lo spiega così: «Purtroppo è la cattiva chirurgia estetica quella che si reclamizza di più; al contrario, di quella ben fatta nessuno si accorge». La ragione? «Semplice: non si vede». E il riscontro ce l'ha ogni giorno, quando incontra i suoi pazienti: «Una volta venivano da me con la foto del divo a cui volevano somigliare, ora invece, arrivano dicendomi chi assolutamente non vogliono diventare!».