Jackpot sfiorato: brindisi milionario in via Varesina

Nella Caffetteria esce un 5+1 da quasi 4 milioni. Festa tra i proprietari e una decina di clienti

«Ma via Varesina 37 non siamo noi? Avranno sbagliato». È stata incredula la prima reazione di Pasquale Scaringi, barese trapiantato a Milano 23 anni fa, quando al tg della sera ha sentito la notizia del 5+1 del Superenalotto da 3.757.199,25 euro «azzeccato» in quella che ha scoperto essere la sua ricevitoria.
Con il figlio Domenico e la moglie Rita si è precipitato nel locale che aveva chiuso poche ore prima e ha aperto le saracinesche, riacceso le luci, e ha ricontrollato il borderò della Sisal. A quel punto hanno realizzato: uno dei due punti più fortunati d’Italia era la loro caffetteria.
Un locale storico, rilevato nel 1985 da un milanese, in un quartiere popolare, non lontano dalla Fiera e dal Qt8, ma neanche da altre zone, più critiche di Milano. A occhio e croce il vincitore - fino a ieri sera - non era un milionario (in euro).
Nel giro di pochi minuti il locale si è riempito di clienti. Gli avventori abituali, che passano da lì a fare colazione prima di andare a lavoro, o a comprare le sigarette. Uno di loro, per l’occasione aveva indossato al volo una giacca blu sopra il pigiama azzurro e fantasia, per non perdere tempo.
Domenico ha aperto una bottiglia di spumante per festeggiare degnamente, e ha offerto un bicchiere a tutti, amici e sconosciuti.
Il vincitore? «Chi lo sa chi può essere, avremo giocato 200 schede da 2 euro». Alla Caffetteria 2000 il neo-milionario non si è fatto vedere: «Potrebbe essere chiunque, non lo sappiamo, non ne abbiamo idea».
Il quartiere ormai è misto: italiani ed extracomunitari. «Siamo contenti - ha detto Mimmo - certo potevamo avere un 6, ma bisogna essere generosi anche con gli altri. Comunque a noi non spetta nulla, semmai una mancia del giocatore, se passasse a lasciare un pensierino farebbe un bel gesto».
«Non so se sia stata giocata una schedina compilata, precompilata o un sistema - aggiunge Scaringi - comunque per noi domani è una giornata di lavoro come le altre. Dico: per noi. Per il vincitore penso che sarà diverso. Non ho proprio idea di chi sia, negli ultimi giorni ha giocato tantissima gente, c’erano le file nel bar».
La Caffetteria 2000 poi è abbonata alla fortuna: solo un anno fa qualcuno ha vinto proprio lì 100mila euro al «Gratta e vinci».
La supervincita di Catania, poi, dà l’assist anche per qualche commento goliardico, in salsa neofederalista. L’assessore leghista Massimiliano Orsatti, su Facebook, ha commentato il «colpo di fortuna» siciliano con il pragmatismo dell’amministratore padano: «Ora Catania restituisca i 150 milioni che ha avuto dal governo». Proprio quelli che sono venuti a mancare a Milano, che però - come sa bene qualcuno dalle parti di via Varesina - oggi non può certo lamentarsi.