Jaguar e Land Rover in viaggio verso l’India

Ford pronta a vendere a Tata. In gara anche il gruppo Mahindra e alcuni fondi

da Milano

Land Rover e Jaguar, i due marchi britannici per antonomasia che oggi fanno capo al gruppo Ford, potrebbero essere acquistati dall’indiana Tata, la società produttrice di auto e camion che ha già molti rapporti d’affari con la Fiat. Lo affermava ieri la rete televisiva Cnn-Ibn, secondo la quale Tata sarebbe molto vicina a un accordo del valore di un miliardo e mezzo di dollari. Una rivincita storica: gli ex colonizzati che si comprano i due più prestigiosi marchi automobilistici degli ex colonizzatori. Intanto Ford è tornata in utile nel secondo trimestre di quest’anno, per la prima volta dopo aver chiuso in rosso sette trimestri di fila.
Ford, che lo scorso anno ha perso 12,6 miliardi di dollari, sta infatti cercando di vendere i due marchi per rastrellare liquidità e sta esaminando in dettaglio le offerte ricevute da diversi pretendenti. Secondo indiscrezioni che non hanno trovato conferma, tra questi ci sarebbe il fondo di private equity Cerberus, che si è già accordato con Daimler per rilevare la Chrysler. Gli altri nomi che si fanno sono quelli dell’indiana Mahindra (che, come Tata, produce già fuoristrada di tipo economico) e i fondi Ripplewood Holdings, Tpg e One Equity Partners. Mahindra, alleato di Renault-Nissan, in particolare sarebbe interessato alla Land Rover. Ma Ford ha sempre detto di voler vendere congiuntamente i due marchi. I due gruppi indiani, tra l’altro, con l’acquisto dei due marchi britannici acquisirebbero una base operativa in Europa. Secondo il maggior quotidiano indiano, The Economic Times, Tata potrebbe avanzare l’offerta su Jaguar e Land Rover unendo le forze con uno dei fondi di investimento in lizza.
Nei mesi scorsi alcune indiscrezioni sostenevano che anche Fiat si sarebbe interessata al possibile acquisto dei due marchi, che avrebbero integrato la gamma torinese, ma avrebbe lasciato cadere questa possibilità perché l’esborso richiesto avrebbe fatto risalire l’indebitamento. C’è anche da tener presente che la Jaguar è in perdita: una considerazione che vale però per tutti gli acquirenti.
Quanto alla svolta di Ford, il secondo gruppo automobilistico americano ha guadagnato 750 milioni nel secondo trimestre di quest’anno, contro una perdita di 317 nel corrispondente periodo del 2006. L’utile è il primo risultato raggiunto dal nuovo ad, Alan Mulally, che per raddrizzare i conti ha annunciato (e sta portando avanti) la chiusura entro il 2012 di 16 delle 41 fabbriche di cui Ford dispone in Nord America. Tuttavia, ha avvertito Mulally, «non siamo ancora pronti a cantare vittoria» e su base annuale il gruppo chiuderà in perdita fino al 2009. Il mercato americano continua infatti a essere difficile (sia pure con perdite in calo) per il produttore di Detroit, mentre Sud America ed Europa danno utili.