Jaguar, con Xf si chiude l’era in casa Ford Berlina-coupé di lusso

da Montecarlo

Un segnale deciso era arrivato con l’attuale generazione della Xk, ma la Jaguar ha dimostrato di avere realmente deciso di voltare pagina con la Xf. L’ultima nata della casa di Coventry si presenta sulle strade in un periodo in cui il marchio inglese è appena passato dal Gruppo Ford all’indiana Tata Motors, intenzionata a sostenere con iniezioni di liquidità lo sviluppo del marchio. Xf è un modello che taglia nettamente con la tradizione che legava, in maniera più o meno consistente, lo stile di ogni Jaguar a quello di qualcuno del passato. Xf, infatti, indossa vesti ispirate dai dettami dell’emergente filone delle berline-coupé e abdica ai lineamenti sinuosi che, sinora, hanno caratterizzato le vetture inglesi.
Si presenta, così, con una linea filante che, tuttavia, non scende a compromessi in fatto d’autorevolezza ed eleganza. Nemmeno nello spazioso abitacolo, dove l’arredamento abbraccia un design moderno, ma non minimalista, che privilegia sia la funzionalità sia il colpo d’occhio. Non sfuggono gli effetti speciali generati dall’apertura della porta del conducente, che si traducono in un balletto in cui il tasto Start inizia a illuminarsi ritmicamente di rosso, la manopola che sostituisce la leva di selezione del cambio automatico-sequenziale (con paddles al volante per l’uso manuale) emerge dalla console centrale e le bocchette di aerazione spalancano le alette per arieggiare l’ambiente. La cura del dettaglio si abbina alla profusione di pelle, legno e alluminio per conciliare l’incontro tra ragione e passione, che si concretizza - ed è un evento in casa Jaguar - anche attraverso un bagagliaio davvero sconfinato e regolare, oltretutto ampliabile ribaltando la selleria posteriore. L’intenzione di soddisfare tanto la razionalità quanto la sportività è rimarcato anche dall’articolazione della gamma, offerta a prezzi che oscillano tra 51mila e 84.800 euro, formata da versioni Luxury e Premium Luxury per le motorizzazioni bi-turbodiesel V6 di 2.7 litri da 207 cv e benzina V6 di 3 litri con 238 Cv e V8 di 4.2 da 298 cv, mentre per la 4.2 sovralimentata (da un compressore volumetrico) da 416 cv è disponibile soltanto la ricchissima S.
Sorvolando sull’iniziale pigrizia con cui lo sterzo recepisce i comandi, che però piace tanto agli automobilisti americani ai quali l’XF fa gli occhi dolci per ragioni di bilancio, già dal posto guida della 2.7D si avverte il sano e prevedibile dinamismo della vettura, che però non prevarica le aspettative legate al comfort grazie anche alla sommessa tonalità con cui si esprime il fluido V6 a gasolio. Si rivolge, invece, a chi non vuole rinunciare alla sportività che anima il Giaguaro inglese, la più potente delle Xf, la cui forma atletica si può avvantaggiare del Dynamic Mode che esalta il rendimento dell’8 cilindri sovralimentato attraverso speciali settaggi del cambio e dell'elettronica che gestisce il comportamento. Dal primo maggio, infine, Enrico Romano non sarà più amministratore delegato di Jaguar Italia avendo deciso di lasciare la struttura per dedicarsi ad altre sfide professionali. A ringraziarlo, per il proficuo lavoro svolto in più di 30 anni dedicati al marchio, è stato il presidente di Jaguar e Land Rover Italia, Daniele Maver.