Jaguar XJ, un Diesel con il frac

Cambio automatico a 6 rapporti. Nell’abitacolo dominano il cuoio e il legno. È una vettura di lusso dalla vocazione sportiva. Silenziosa anche alle alte velocità

Bruno De Prato

da Evora (Portogallo)

La Jaguar XJ è la più classica, la più elegante, la più tradizionale berlina di lusso oggi in produzione. Ma soprattutto è il prodotto di un progetto ingegneristico di assoluta eccellenza che, facendo ricorso a processi di assemblaggio e giunzione ispirati alla più avanzata tecnologia aerospaziale, in primo luogo mette pienamente a frutto tutti i vantaggi della costruzione in alluminio. I vari elementi in lamiera di alluminio che costituiscono la scocca e la carrozzeria di Jaguar XJ, infatti, sono uniti per mezzo di collanti hi-tech e di rivetti aeronautici, come le carlinghe e le ali degli aerei moderni, e in tal modo i tecnici Jaguar hanno potuto realizzare una magnifica berlina lunga 5,10 metri, ma il cui peso non arriva a 1.700 kg anche nella versione più ricca e potente.
Grazie al peso contenuto e all’elevata rigidità della struttura, Jaguar XJ ha qualità prestazionali e dinamiche che ne fanno la berlina di lusso più brillante, grintosa e sportiva nelle varie classi di cilindrata in cui è proposta. Per mettere pienamente a frutto, sul piano commerciale, questi suoi primati tecnologici e prestazionali, alla XJ mancava un adeguato turbodiesel che ne completasse la gamma delle motorizzazioni nel senso più rispondente alle esigenze del mercato attuale, che anche nel segmento delle vetture di prestigio privilegia in modo massiccio, oltre 80 per cento, i propulsori a gasolio. Per XJ i tecnici Jaguar hanno adottato il V6 biturbo-Diesel 2.7 litri da 207 cv che ha esordito l’anno scorso su Jaguar S-Type. È un propulsore estremamente avanzato che, a una potenza elevata, associa una coppia consistente, ben 435 Nm a meno di 2.000 giri, ma soprattutto una costruzione molto razionale, che ne fa il propulsore più compatto e leggero della categoria. Inoltre, dotato di iniezione Common-rail di seconda generazione, iniettori piezoelettrici ad altissima efficienza, sovralimentazione a due turbocompressori a geometria variabile e trappola di particolato allo scarico, il V6 della Jaguar XJ 2.7D è omologato Euro 4 e, in relazione alle prestazioni, è il propulsore più parsimonioso della categoria.
A trarre il massimo dal suo potenziale contribuisce, innanzitutto, un ottimo cambio automatico a 6 rapporti, ma a porre la nuova Jaguar XJ 2.7D in una classe di assoluta eccellenza sono il peso, contenuto in meno di 1.700 kg in ordine di marcia, e un autotelaio di superba competenza. Le strade delle aree a cavallo del confine tra Spagna e Portogallo offrono un eccellente mix di curve e rettilinea, e soprattutto presentano un fondo in ottime condizioni, consentendo di sfruttare appieno il potenziale velocistico che, sui tratti autostradali, si è confermato al limite dei 230 orari.
Jaguar XJ 2.7D è semplicemente affascinante per la raffinatezza dei suoi interni, realizzati con classica cura ed eleganza britanniche, in cuoio e legno, con classe e senza eccessi. Il comfort è perfetto, con una nota specialissima per quello acustico, che raggiunge livelli assoluti anche alle velocità massime. E questa è una virtù che pone XJ 2.7D avanti a tutte le concorrenti. E le sue doti di agilità, precisione di risposta allo sterzo e tenuta ne fanno una berlina di lusso dalla sorprendente vocazione sportiva anche nella versione turbodiesel. Il tutto senza una vibrazione, un ronzio di troppo, con immenso piacere di guida, anche se ci si prende qualche libertà da «sportivo con lo smoking». Jaguar XJ 2.7D sarà disponibile dal prossimo autunno in due esecuzioni, che partono da 67.750 euro.