Jakob Gapp

Nato a Wattens, nel Tirolo austriaco, in una famiglia contadina, dovette interrompere gli studi per lo scoppio della Grande Guerra. Fante sul fronte italiano, nel 1916 si guadagnò una ferita e una medaglia d'argento al valore. Guarito e rispedito in prima linea, fu fatto prigioniero. Nel 1920 entrò nella Società di Maria (marianisti) e proseguì gli studi. Nel 1930 venne ordinato sacerdote a Friburgo. Insegnò a Freistadt, Lanzenkirchen e Graz. Seguì attentamente l'escalation del nazismo e studiò l'enciclica Mit brennender Sorge di Pio XI; da quel momento le sue lezioni presero una piega precisa. Nel 1938 insegnava nella tirolese Reutte quando l'ispettorato lo sospese per le sue tirate antirazziste. Finito nel mirino della Gestapo, si defilò a Wattens in casa di parenti. Ma anche qui non riuscì a star zitto: in un'omelia in chiesa attaccò la propaganda anticattolica nazista, col risultato di dover ancora far fagotto. I superiori lo mandarono prima a Bordeaux e poi in Spagna. A Valencia nel 1942 conobbe un tale che disse di essere un ebreo tedesco intenzionato a farsi cattolico; costui lo convinse ad accompagnarlo, insieme a un «amico», a Hendaye, appena oltre il confine con la Francia occupata. Era una trappola e il Gapp, arrestato, fu condotto a Berlino. L'anno seguente fu condannato a morte e decapitato nel carcere di Plötzensee. Il suo corpo, negato ai parenti, finì all'Istituto di medicina legale, per «studio». Informato della fermezza mostrata dal Gapp al processo, Himmler osservò che, con un milione di uomini del genere, il nazionalsocialismo avrebbe dominato il mondo. www.rinocammilleri.it