James Blunt: "Dopo il Kosovo ho ritrovato il mio ottimismo"

Pronto il cd della popstar (ex capitano dell’esercito inglese). "Dicono che sono un romanticone. Non è esattamente così..."

Intanto un’altra popstar così non c’è in circolazione. Ieri James Blunt, un trentaseienne inglese che faceva il capitano dell’esercito ma che oggi vale quasi venti milioni di copie vendute, si è ritrovato nelle caciara variopinta di "Quelli che il calcio" e non ha fatto una piega, tranquillo come una pasqua. Poi un’oretta dopo ha presentato - quasi sottovoce, sfoggiando di esagerato soltanto un paio di stivaloni alla Kit Carson - del suo nuovo cd Some kind of trouble (che esce il 9 novembre su Warner) senza srotolare i soliti superlativi del tipo bellissimo, ispiratissimo e questa roba qui. "È ottimistico e più ritmato", ecco cos’è, secondo lui, che parla sempre con quella voce sottile da West Coast anni Settanta, pienissima di malinconia. E invece di più: è una delle rare volte che il terzo disco di una superstar (perché lui lo è, specialmente in Europa) non si rivela la solita nenia egoriferita ma un autentico passo avanti, spontaneo come fosse un esordio ma consapevole che neppure dopo vent’anni di carriera (e ascoltare, prego, la rotonda "No tears" e l’amarognola "These are the words").
Scusi, Blunt, ma da dove le arriva tutto questo ottimismo?
"Non so, il mio primo album era più ingenuo e, quasi per reazione, il secondo era più introverso. Adesso provo un senso di innocenza inedito, ho lo stesso entusiasmo di un adolescente quando scopre uno strumento nuovo".
Non è che tutto questo ottimismo derivi dal successone dei primi due album? .
"No, direi che vendere così tante copie mi è servito, più che altro, a essere libero. Certo la casa discografica mi fa pressioni sulle vendite, ma queste sono le canzoni che volevo pubblicare".
E come reagirà il pubblico?
"Non so, alcuni mi preferiscono in un modo, altri in un altro. Per dire, "Same mistake", il singolo di "All the lost souls", era numero uno in Brasile e Argentina ma agli americani faceva schifo".
Chissà che effetto farà "No tears", un brano denso, evocativo, non certo allegro.
"Invece è frutto di un grande senso di calma. Nella vita a un certo punto si fa una specie di bilancio e il mio è no tears, niente lacrime".
Scusi?
"Intendo, so di aver fatto errori e spesso di non aver imparato da ciò che hanno provocato. Ma non ho rimorsi e solo pochi rimpianti. Come diciamo noi inglesi: ho fatto il mio letto".
Però il titolo dell’album non è proprio allegro: "Some kind of trouble". Letteralmente: qualche guaio.
"No, ma è inteso in senso positivo, allegro".
E in copertina c’è un bambino giocosamente lanciato per aria.
"Ho trovato quella foto sul web. Ho mandato l’email a chi l’aveva scattata per chidergli il permesso di utilizzarla. "Ciao, sono James Blunt, mi concede la foto?". Mi ha risposto male perché pensavo a uno scherzo. Ha dovuto intervenire il mio manager. Pagando il dovuto".
A proposito di allegria, il nuovo singolo "Stay the night" contiene addirittura una citazione di "Is this love" di Bob Marley. E il video è stato girato su di una spiaggia vicino a Los Angeles.
"Diciamo che adesso spero di ricevere una proposta dal Governatore Schwarzenegger per promuovere le vacanze in California".
L’hanno chiamata il Peynet del pop, in Gran Bretagna le sue canzoni sono le più richieste ai matrimoni e la dolcissima You’re beautiful è stata mitragliata da tutte le radio del mondo. Lo sa che qualcuno (specie i critici snob) storce il naso?
"Cosa posso dire? Intanto il fatto di avere un brano così tanto trasmesso dalle radio è un problema che molti altri artisti vorrebbero vivere".
Comunque, visti i testi, per molti lei è un romanticone.
"Ma in realtà non mi sento così fino in fondo".
Per altri, visto che abita a Ibiza a due passi dal Pacha, è un tipo che se la spassa troppo.
"Lo so, chi abita lì ha questa fama. Diciamo che abito a Ibiza ma lavoro a Londra".
Lo sa che uno dei suoi primi tifosi italiani era Francesco Cossiga, l’ex presidente della Repubblica scomparso da poco. Da iTunes aveva scaricato il suo brano "Carry me home". Mi disse: "Significa portami a casa, è bellissimo".
"Io ho un pubblico favoloso e cosciente che mi permette di parlare di tutto senza problemi nei miei brani".
Quello parlava del Kosovo, dove lei ha combattuto nelle forze Nato.
"E ci sono tornato da poco per un documentario. Non ho bei ricordi, questo è sicuro".